Lettera alla MAMMA: spettatrice … protagonista!


(L’emisfero destro … dei giorni nostri!)

Salve a tutti, sono un bambino del XXI secolo, voglio raccontarvi una storia …

In questo strano mondo del calcio (giovanile) troppo spesso si condanna preventivamente la figura del ‘genitore-papà’ reo sempre e comunque di tutti i comportamenti negativi diretti o indiretti veicolati al proprio figlio.

Non nego, anzi avvaloro, l’enorme danno che tanti papà (molti dei quali coscienti del proprio delirio personale) arrecano ai propri figli tramite atteggiamenti infantili e gesti inconsulti …

La premessa è d’obbligo, d’altronde se l’Italia è conosciuta, anche, per essere ‘la patria dei 60 milioni di allenatori’ (una delle tante medaglie del Bel Paese …) un motivo per queste strambe deviazioni identitarie dovrà pur esserci …

Nei famosi 60 milioni, ovviamente, come avrete capito, non possono non esserci, abalotelli e mammanche, le tante mamme che accorrono spasmodicamente al ’capezzale ludico’ dei propri cuccioli …

E’ inutile ma obbligatorio visti i tempi, rilevare di non voler fare di tutta l’erba un fascio, ma è inevitabile ricorrere a questa sottolineatura per evitare di incorrere nelle sabbie mobili del populismo (becero) da quattro soldi.

Cara mamma, è inutile che tu stia lì a guardarmi ore e ore … sarebbe più opportuno che tu mi aspettassi a casa, come facevano le nonne di oggi con i figli di allora: VOI, i genitori moderni …

Non è necessario che tu venga a fare una sfilata di moda a ogni partita che gioco … e butta quella sigaretta ché ti fa male …

La mamma, nel XX secolo, era di solito a casa, non s’interessava di quello che non conosceva (il calcio)… per indole, riteneva il gioco del calcio un esercizio noioso e incomprensibile!

Faceva da mangiare: il ragù cuoceva per oltre 3 ore … oggi dispensa consigli e varianti tattiche  secondo quello che le ‘passa’ per l’emisfero destro del proprio cervello …[citazione scientifica: nel cervello femminile, il corpo calloso (una struttura composta da fibre nervose che connettono l’emisfero di destra con quello di sinistra) è molto più complesso. Nella donna, quindi, i due emisferi comunicano più facilmente tra loro.

Conseguenze? L’uomo tende a elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare. La donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere  operazioni mentali in parallelo, ed è più legato alla sfera emozionale e al linguaggio analogico.]

Secondo la scienza, quindi, la donna sarebbe addirittura sprecata nel seguire l’andamento irregolare e poco ortodosso di una sfera presa a calci!

Capito mamma? Ci sono cose appropriate per ogni emisfero … non è un discorso sessista e non deve neanche sembrare una forzatura alla quotidianità cui ci stiamo abituando …

“Mio figlio deve giocare dietro, davanti deve giocare quell’altro … mio figlio non può giocare in porta: è sprecato …” Musica e parole ‘rubate’ ai papà (l’altro emisfero dei milioni di allenatori) sciorinate a uso e consumo della platea (ipocrita) compiacente che le deglutisce senza soluzione di continuità …

Cari genitori, non è bello vedervi dietro le reti di recinzione come foste delle scimmie allo zoo in cerca della nocciolina che in questo caso sarebbe un mio gol … mio e solo mio, sconfessando la natura primordiale del gioco del calcio che nasce come gioco di squadra!

Commentate sacentemente, e di solito senza le basi del mestiere, la prestazione di questo o quel bambino … ritenendolo più o meno pronto per entrare a far parte del primo o del secondo gruppo …

chiccocalcio3La moda del momento è: parlare di bambini più o meno pronti, è il nuovo modo di giudicare, senza infierire più di tanto, sulle qualità ‘calcistiche’ di bambini di 10 anni …

Non si usa più il termine ‘bravo’ o ‘pippa’… Si è trovato un modo politically correct per definire un bambino in rampa di lancio, o meno, per l’universo indefinito del professionismo …

Lo stratagemma è chiaro: ‘c’è una speranza per tutti’! Con la celata approvazione di chi gestisce il sistema…

Se, cari Mamma e Papà non siete riusciti a imporvi, ai vostri tempi, nello sport (sempre che ci abbiate provato), non è detto che debba riuscirci IO … è vero che oggigiorno è sempre più difficile trovare lavoro e che diventare famosi e ricchi aprirebbe a me, e forse anche a voi, prospettive di vita fantasmagoriche … ma penso che dobbiate darvi, TUTTI, una ridimensionata così da permettere a noi bambini di ritagliarci qualche ora di svago in questa vita frenetica che anche a noi, a 10 anni, cerca di rubare la spensieratezza che voi avete perso e che sembra non vogliate concederci col vostro atteggiamento …

Ok mamma? Non te la prendere … e se non ti senti parte integrante di questo quadro che ho descritto, ti dedico queste ultime righe …

“Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”.Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte.”

Concita De Gregorio, Malamore – (ed. Mondadori)

Luca Sbarbaro per mistermanager.it

Claudio DamianiA cura di Claudio Damiani

2 Responses to Lettera alla MAMMA: spettatrice … protagonista!

  1. paola scrive:

    Interessante lettera Signor Luca, anche se questo “bambino del XXI” ha evidenziato con umorismo (mi auguro per lui ) quelle che sono delle differenze puramente scientifiche tra emisferi femminili e maschili senza magari soffermarsi sulle diversità tra uomo e donna che sono conseguenti all’educazione e alle caratteristiche soggettive di ciascuno.
    Purtroppo un coinvolgimento eccessivo dei genitori durante l’attività sportiva dei figli è dannoso, perchè un genitore troppo coinvolto sovrappone sè stesso, le proprie aspettative e i propri desideri a quelli dei figli.
    In questi casi, uomo o donna che siano, mamma del XX secolo o del XXI, ragù permettendo ( adesso utilizziamo la pentola a pressione in 40\50 minuti il ragù è pronto), che si soffermano con il tecnico a parlare di programmi, strategie di gioco, che mettono in discussione l’autorità dell’allenatore, insultano l’arbitro durante le partite ….sono soggetti che tendono a considerare come una questione personale ciò che accade ai propri figli in campo. Figli che, in sostanza, vengono ritenuti un’estensione di sè stessi e che quindi necessitano delle vittorie del proprio figlio per sentirsi “qualcuno”.
    E allora caro figlio del XXI secolo siamo noi ADULTI con tutti i nostri emisferi, che non abbiamo ancora imparato ad accettare i nostri limiti passati e futuri.

    ” Dietro la frase: mio figlio è un piccolo genio cè sempre un genitore idiota”. ( Ivan della Mea , cantautore, scrittore e giornalista ).

  2. daDa scrive:

    Mamma che ha giocato a calcio x otto anni.
    Mamma che ora accompagna e segue il proprio figlio al campo di calcio.
    Ma non mi sono mai permessa di dire al mister …mio figlio e bravo…deve giocare…
    O cose del genere…..
    Anzi di cazziarlo di piu’
    Quindi ragazzo… se il destino vorra che mio figlio continui a giocare …bene …se no bene lo stesso….

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