Juventus-Inter 3-1: alcune considerazioni di cui far tesoro

AC Milan vs. Juventus - Campionato Serie A Tim 2011-2012

Credo che mai come nella partita Juventus – Inter (3 – 1) giocata il 2 febbraio, sia stata dimostrata l’importanza della seconda palla, cioè la conquista delle ribattute.

Infatti il secondo e terzo gol della Juventus sono stati segnati grazie alla riconquista immediata delle respinte dell’Inter.

La conquista delle ribattute oltre ad indicare il carattere di un giocatore e della squadra di appartenenza, indica anche la forza fisica (quindi la preparazione) e la voglia di vincere del giocatore e di tutto il gruppo e della società.

Quindi, allenare la propria squadra a questa specifica caratteristica implica a mio parere una combinazione fisica allenabile sul campo, e una allenamento mentale, allenabile sul campo, durante le esercitazioni, incitando e motivando sempre tutto ciò che il proprio calciatore compie, e anche negli spogliatoi e nei frequenti colloqui che l’allenatore o altri rappresentanti della società hanno con i propri atleti.

Tutti possono notare la voglia, la “cattiveria” agonistica che i calciatori della Juventus mettono in campo in ogni partita.

Quando si parla di demotivazioni, di abitudine a vincere (che può essere controproducente), si cerca di giustificare il calo di una squadra che poco tempo prima aveva vinto sempre e tutto.

lichsteiner Ma questo non è il caso della Juventus o di altre grandi squadre tipo Bayern Monaco che sta continuando a vincere in Germania ed è avanti nella Champions.

Penso che questa attitudine, sia anche insito nei ragazzi, ma si può, secondo me “allenare” dando la giusta intensità agli allenamenti e alle esercitazioni, che possono essere adattate al recupero della seconda palla, ma anche “spingendo” il ragazzo a non mollare mai.

Da notare anche che parecchi calciatori, anche di livello stentano ad andare incontro al passaggio dei compagni, cosa peraltro che a me hanno insegnato quando ero piccolo e apprendevo i primi rudimenti di questo sport.

 Andare incontro alla palla trasmessa dai nostri compagni di squadra, quindi al passaggio, allo scarico, significa in primis aggredire la palla, impedendo all’avversario di arrivare in anticipo; e poi guadagnare quei pochi istanti e quei pochi metri di campo che nel calcio di oggi possono significare tanto.

Quindi anche in questo possiamo intervenire negli allenamenti coi nostri ragazzi, incoraggiandoli ad andare incontro alla palla trasmessa dai loro compagni.

 

Nicola Amandonico

 

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