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		<title>I Crampi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melsh76</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina sportiva]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie e infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[Preparazione atletica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il crampo è una contrazione involontaria e acuta (spasmo) del muscolo scheletrico. Malgrado a livello scientifico non si è ancora riusciti a comprendere a pieno i meccanismi fisiologici scatenanti il crampo, si sa che la maggior parte degli atleti che <a href="http://www.mistermanager.it/i-crampi/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Il crampo è una <span style="text-decoration: underline;">contrazione involontaria</span> e acuta (spasmo) del muscolo scheletrico. <em>Malgrado a livello scientifico non si è ancora riusciti a comprendere a pieno i meccanismi fisiologici scatenanti il crampo</em>, si sa che la maggior parte degli atleti che ne soffre, lo fa nella prima parte della stagione, quando non è ancora sufficientemente allenata o quando effettua sforzi d’entità superiore al proprio grado d’allenamento (tempi supplementari, gare oltre i 250 Km nel ciclismo o maratona per i podisti). Ciò porta ad ipotizzare che la causa principale sia il <span style="text-decoration: underline;">livello d’allenamento “non sufficiente” abbinato ad un elevato “livello di fatica”</span>.</p>
<p align="center"><a href="http://www.mistermanager.it/i-crampi/crossed/" rel="attachment wp-att-12641"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12641" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/crossed-286x300.gif" alt="" width="286" height="300" /></a></p>
<p>Com’è possibile vedere dall’immagine sopra, la regolazione involontaria della contrazione muscolare (cioè quella che determina il crampo) è determinata dall’interazione delle cellule nervose del sistema nervoso periferico (motoneuroni, interneuroni e fibre sensitive) situate non solo nel muscolo coinvolto nella contrattura, ma anche della pelle che lo riveste e del muscolo antagonista. Questa complessità porta ad ipotizzare che</p>
<p align="center"><strong>una “non compensazione” fisiologica tra i meccanismi responsabili dell’eccitazione/rilassamento muscolare rende i muscoli iper-eccitabili, facilitando quindi l’insorgenza del crampo.</strong></p>
<p> <a href="http://www.mistermanager.it/i-crampi/crampi1/" rel="attachment wp-att-12642"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12642" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/crampi1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nonostante la scarsa conoscenza scientifica, diversi anni di studi ed esperienze hanno comunque portato a concludere che le variabili più importanti scatenanti i crampi sono:</p>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Sovraccarico muscolare/fatica muscolare</span></strong>: rappresenta la causa più specifica (supportata da maggiori evidenze scientifiche; vedi sotto approfondimenti) del crampo. In questi casi, l’allungamento passivo e/o l’abbassamento del “carico” permettono di alleviare la sintomatologia.</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Perdita di sodio tramite sudore</span></strong>: rappresenta una causa “generale” (supportata da evidenze prevalentemente anedottiche); secondo alcune ricerche, l’indicazione fisiologica principale sarebbe il <em>tasso (cioè il volume per minuto) di perdita di sodio</em> con la sudorazione piuttosto che la perdita totale di sali minerali con il sudore.</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Predisposizione individuale</span></strong>: rappresenta il fattore più importante che ne determina l’insorgenza. In alcuni sport, come il ciclismo, una posizione sul mezzo errata rappresenta una variabile che può favorire i crampi.</li>
</ul>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">CURA DEL CRAMPO</span></strong></p>
<p>In alcune discipline d’endurance (come l’atletica leggera o il ciclismo), l’insorgenza del crampo compromette seriamente la performance costringendo l’atleta a rallentare notevolmente l’andatura; in questi casi, la <span style="text-decoration: underline;">riduzione delle tensioni emotive</span>, il <span style="text-decoration: underline;">massaggiare la pelle</span> sopra il muscolo colpito e un breve stop per <span style="text-decoration: underline;">allungare la muscolatura</span> possono solo in parte ridurre la sintomatologia. Negli sport di squadra la situazione è leggermente diversa perché spesso determina l’interruzione della partita (il crampo in tal caso è considerato come un “infortunio”) consentendo al fisioterapista/massaggiatore di intervenire. In questi casi, le cure (allungamento muscolare, massaggio o anche un <span style="text-decoration: underline;">raffreddamento temporaneo</span>) possono essere applicate con più efficacia, ma la maggior parte delle volte la performance dell’atleta risulta comunque compromessa. In conclusione, la cura del crampo risulta spesso inutile, motivo importante per fare in modo che sia la <strong><span style="text-decoration: underline;">prevenzione ad avere l’importanze principale</span></strong>.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/i-crampi/crampi2/" rel="attachment wp-att-12643"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12643" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/crampi2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">PREVENZIONE DEL CRAMPO</span></strong></p>
<p>La prevenzione rappresenta la forma migliore per “salvarsi” da questo tipo d’evento.</p>
<ul>
<li>La prima barriera difensiva contro il crampo è rappresentata da un corretto allenamento, cioè dal presentarsi alle competizioni con una condizione fisica improntata non solo sulla “potenza di gara”, ma anche sulla “<strong><span style="text-decoration: underline;">capacità di gara</span></strong>”; per “capacità di gara” s’intende la componente della performance (in qualsiasi disciplina) che permette di prevenire l’abbassamento dei livelli di potenza dovuti alla fatica. Ad esempio, per un maratoneta la forma d’allenamento da considerare è rappresentata dai mezzi che permettono di correre a ritmo gara in condizione di deplezione di glicogeno (come i lunghi-progressivi o i bigiornalieri), mentre per un calciatore i mezzi per la <a href="http://www.mistermanager.it/potenza-aerobica-muscolare-e-prevenzione-infortuni/">potenza aerobica</a> o i <a href="http://www.mistermanager.it/e-giusto-parlare-di-%e2%80%9crivoluzione-della-misurazione-della-potenza-metabolica-nel-calcio%e2%80%9d-seconda-parte/">mezzi specifici a carattere estensivo</a> (meglio se svolti in condizione di pre-affaticamento). Un buon consiglio è quello di non prendere parte a competizioni sportive per le quali non si è <span style="text-decoration: underline;">adeguatamente allenati</span> o riprendere gli allenamenti (dopo periodi di pausa) in <span style="text-decoration: underline;">maniera graduale</span>.</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Resistenza muscolare locale</span></strong>: lo staff del <a href="http://teamsky.cyclingnews.com/tech-features/how-to-stop-cramp-team-sky%25E2%2580%2599s-expert-guide/">Team Sky</a> di ciclismo in questi anni ha notato che i crampi colpivano prevalentemente i muscoli di quei soggetti che avevano <em>bassi livelli di forza muscolare</em>. In diversi casi, un adeguato protocollo di potenziamento muscolare ha contribuito (evidenza anedottica) a ridurre il numero degli eventi, l’intensità dei crampi ed a ritardarne l’insorgenza. Ovviamente non è possibile sapere se tale aspetto può essere considerato alla stessa maniera nel calcio; infatti, è presumibile ipotizzare che sia la “<span style="text-decoration: underline;">resistenza muscolare locale eccentrica</span>” piuttosto che la “forza massima” ad assumere un ruolo principale. Per questo motivo la monitorizzazione dei livelli di <span style="text-decoration: underline;">forza isocinetica eccentrica</span> (in particolar modo dei posteriori della coscia) può essere un elemento interessante da correlare all’insorgenza dei crampi e per definire i protocolli preventivi.</li>
</ul>
<p align="center"><a href="http://www.mistermanager.it/i-crampi/wiggins/" rel="attachment wp-att-12644"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12644" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/wiggins-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Idratazione e reintegrazione di sali</span></strong>: anche quest’aspetto ha prove scientifiche solamente anedottiche a sopporto, la <a href="http://teamsky.cyclingnews.com/tech-features/how-to-stop-cramp-team-sky%25E2%2580%2599s-expert-guide/">guida del Team Sky di ciclismo</a> considera questo tipo d’evidenza affidabile come “il racconto di qualche vecchia moglie”. Ovviamente un’adeguata idratazione è fondamentale nello sport (per gli aspetti legati alla fatica e alla prevenzione della disidratazione), ma sembra non rivesta un ruolo importante nel crampo se non dal <span style="text-decoration: underline;">legame che può avere con l’insorgenza della fatica</span>. Sarebbe invece interessante valutare anche quanto l’<span style="text-decoration: underline;">acclimatazione</span> (cioè l’abitudine a praticare  sport in climi torridi) può influire sui crampi e quindi prevenirli.</li>
</ul>
<p><strong><em>Conclusioni</em></strong></p>
<p>Attualmente non è ancora possibile stabilire il peso delle varie variabili che influenzano i crampi (fatica, livello d’allenamento, predisposizione individuale, ecc.); le strategie migliori per i soggetti che sono maggiormente predisposti sono:</p>
<ul>
<li>Presentarsi alle competizioni sportive <em><span style="text-decoration: underline;">adeguatamente allenati</span></em>.</li>
<li>Incrementare i carichi di <em><span style="text-decoration: underline;">lavoro gradualmente</span></em> nella prima parte della stagione.</li>
<li>Monitorare i livelli di forza isocinetica e il tasso di perdita del sudore quando ci si esercita al caldo, vedere l’eventuale “<em><span style="text-decoration: underline;">correlazione individuale</span></em>” con l’insorgenza dei crampi e di conseguenza stabilire le migliori strategie prevendite.</li>
</ul>
<p><strong><em>Approfondimenti bibliografici</em></strong></p>
<ul>
<li>How to sport cramps: Team Sky’s expert guide. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://teamsky.cyclingnews.com/tech-features/how-to-stop-cramp-team-sky%E2%80%99s-expert-guide/">http://teamsky.cyclingnews.com/tech-features/how-to-stop-cramp-team-sky%E2%80%99s-expert-guide/</a></span></li>
<li><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Schwellnus%20MP%22%5BAuthor%5D">Schwellnus MP</a>. Cause of exercise associated muscle cramps (EAMC)&#8211;altered neuromuscular control, dehydration or electrolyte depletion? <a title="British journal of sports medicine." href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18981039">Br J Sports Med.</a> 2009 Jun;43(6):401-8. Epub 2008 Nov 3.</li>
</ul>
<div class="shr-publisher-12639"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fi-crampi%2F' data-shr_title='I+Crampi'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fi-crampi%2F' data-shr_title='I+Crampi'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>IL PORTO &#8211; Di André Villas Boas</title>
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		<comments>http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 18:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AVB</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Premessa. La scheda su Andrè Villas Boas viene fuori dalla visione di un numero limitato di partite. Le partite visionate sono: Academica Coimbra-Porto 0-1 – 9° giornata del campionato portoghese Spartak Mosca-Porto 2-5 – ritorno dei quarti di finale di <a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignright size-full wp-image-12624" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/63e4dd6cf7095aa639397ed4a22be7f5-32328-726b6de645c2202e4de2faf6dac3f568.jpg" alt="" width="260" height="260" />Premessa. La scheda su Andrè Villas Boas viene fuori dalla visione di un numero limitato di partite. Le partite visionate sono:</p>
<ul>
<li>Academica Coimbra-Porto 0-1 – 9° giornata del campionato portoghese</li>
<li>Spartak Mosca-Porto 2-5 – ritorno dei quarti di finale di Europa League (andata 5-1)</li>
<li>Porto-Villareal 5-1 – andata delle semifinali di Europa League</li>
<li>Benfica-Porto 1-3 – ritorno delle semifinali di Coppa del Portogallo (andata sconfitta casalinga del Porto per 2-0)</li>
<li>Porto-CSKA Mosca 2-1 – ritorno degli ottavi di finale di Europa League (andata 1-0 in trasferta 0-1)</li>
</ul>
<p>L’analisi prende quindi origine da questi match e può scontare la parzialità derivante dalla visione un campione limitato di partite.</p>
<p>Tralasciando la note biografiche, piuttosto conosciute e facilmente reperibili in rete, i numeri di questa stagione di Andrè Villas Boas sono notevolissimi.</p>
<p>Al momento della stesura di quest’articolo il Porto di Villas Boas ha già vinto il campionato portoghese vincendo 26 delle 29 partite disputate e pareggiando le rimanenti 3. 71 i gol fatti e 16 quelli subiti. Numeri impressionanti. Anche in considerazione che la squadra è praticamente rimasta invariata rispetto alla scorsa stagione, conclusasi al terzo posto dietro Benfica e Sporting Braga. Degli 11 titolari i nuovi arrivi della stagione sono il centrale difensivo Otamendi che ha sostituito Bruno Alves, ceduto per 22 milioni allo Zenit San Pietroburgo e Joao Moutinho che ha sostituito Raul Meireles, ceduto per 14 milioni al Liverpool. Il terzino destro Sapunaru è invece tornato da un prestito in patria al Rapid Bucarest. A conti fatti una campagna acquisti che avrebbe dovuto indebolire la squadra, con la cessione del quotatissimo centrale Bruno Alves.</p>
<p>Anche nelle coppe il cammino del Porto è stato, sino ad adesso, una marcia trionfale. Finale di coppa del Portogallo con clamorosa rimonta esterna sul campo dei rivali del Benfica, dopo la sconfitta per 0-2 in casa e finale in Europa League. In Europa 16 punti su 18 nel girone eliminatorio; eliminate quindi nei turni diretti Siviglia, CSKA Mosca, Spartak Mosca e Villareal con i picchi della vittoria esterna al Sanchez Pizjuan di Siviglia, dei 10 gol totali rifilati allo Spartak Mosca e dei 5 gol in casa segnati al Villareal.</p>
<p>In 4 delle 5 partite viste il Porto di Villas Boas si è schierato col 4-3-3. In porta Helton o Beto. Terzino destro Sapunaru o Fucile, terzino sinistro Alvaro Pereira o Fucile. Difensori centrali Rolando e Otamendi. Mediano davanti la difesa Fernando, mezzala destra Guarin o Ruben Micael, mezzala sinistra Joao Moutinho. Punta di destra Hulk, centravanti Falcao, punta di sinistra Cristian Rodriguez o James Rodriguez.</p>
<p>Il 4-3-3 giocato dal Porto è molto dinamico e aggressivo. Caratteristica peculiare della squadra di Villas Boas è quella di cercare di riconquistare la palla prima possibile dopo averla persa, non indietreggiando, ma aggredendo immediatamente gli avversari, come è ben evidenziato nei due video che seguono.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nelle partite visionate il Porto, appena perso il pallone, non è mai scappato indietro cercando di fare densità in zona arretrata, ma ha sempre provato a riconquistare il più rapidamente possibile il pallone cercando di mettere pressione in zona più avanzata possibile i portatori di palla avversari.</p>
<p>Anche quando l’azione della squadra avversaria parte dalle retrovie, il Porto cerca di mettere pressione sugli avversari con parecchia convinzione, come emerge dal video che segue dove le due mezzali Ruben Micael e Joao Moutinho si alzano decisi sui centrocampisti avversari.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Interessante è notare una particolare, costante e piuttosto efficace modalità di pressione a centrocampo del Porto, con la mezzala dal lato debole che esce sul centrocampista basso avversario che riceve il passaggio di uscita dalla difesa, arrivando dal lato cieco del calciatore avversario. Il video che segue mostra due occasioni in cui la mezzala destra (una volta Ruben Micael, una volta Joao Moutinho) pressa giungendo dal lato debole.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il pressing, sempre parecchio offensivo, del Porto è in ogni caso molto organizzato e finalizzato alla riconquista della palla in zona più alta possibile. A corredo di tale filosofia, la linea difensiva della squadra di Villas Boas rimane sempre molto alta, tenendo in tal modo la squadra corta, pronta a supportare il pressing dei centrocampisti e capace di negare la profondità alle punte avversarie. Nel video che segue notiamo come la linea difensiva rimanga alta, finendo col mettere in fuorigioco l’attaccante avversario.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>La linea difensiva è inoltre molto attiva rispetto agli stimoli palla coperta/non giocabile-scoperta/giocabile ed è particolarmente incline a guadagnare campo in avanti per sottrarlo, di conseguenza, alla squadra avversaria.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nel descrivere la fase difensiva del Porto di Villas Boas non si può tralasciare di citare il ruolo del mediano Fernando. Il giovane centrocampista portoghese è prontissimo a coadiuvare le mezzali nel loro pressing offensivo, ma è altresì deputato a tappare i buchi che si creano nella linea difensiva; è delegato a coprire i terzini che sono eventualmente tagliati fuori dalla linea a seguito delle loro avanzate, a integrarsi nella linea difensiva tra i due centrali quando uno dei due è costretto ad uscire esternamente o in occasione di cross dalla fascia laterale.</p>
<p>In nessuna occasione la linea difensiva è integrata, sul lato debole, da un esterno d’attacco. La filosofia del Porto che prevede pressione alta sui portatori di palla avversaria chiaramente mantiene alti gli esterni e, in ogni caso, ben raramente la squadra di Villas Boas attuando pressing offensivo e tenendo la linea alta si trova a difendere in zona di campo arretrata.</p>
<p>Del tutto correlate e coerenti alla filosofia difensiva appena descritta sono la fase offensiva e la fase di transizione positiva.La fase offensiva giocata dal Porto è piuttosto varia e ricca di soluzioni. I campioni del Portogallo sono in grado di sviluppare manovre palleggiate, tenendo il possesso palla, e di azioni verticali e dirette. La possibilità di scegliere tra le due soluzioni è frutto dell’ottimo scaglionamento in campo e degli altrettanto ottimi movimenti senza palla che offrono varie soluzioni ai portatori di palla. Le direttrici principali della fase offensiva del Porto prevedono la presenza di due esterni d’attacco che ad inizio azione giocano sempre molto larghi. A destra gioca sempre il mancino Hulk capace di giocare col piede forte dentro il campo e di disegnare tracce interne. A sinistra, nella partite visionate ha giocato prevalentemente Cristian Rodriguez, anch’egli mancino e più portato a tracce verticali. Sempre molto precisi e coordinati i movimenti sincronici tra mezzala ed esterno, secondo le tracce contrapposte interno-esterno, corto-profondo. Per capirci, se Hulk taglia dentro il campo, la mezzala destra (molto spesso Guarin) attacca l’esterno. Se Hulk accorcia verso il centrocampo, Guarin attacca la profondità. In quest’ottica grossa importanza ha il ruolo delle mezzali, che devono essere dinamiche, capaci di giocare interni, esterni, profondi e dotate di buone capacità tecniche e di tempi per la circolazione palla in quanto perfettamente integrati anche nelle fasi iniziali della manovra. Perché alle catene laterali va aggiunto il contributo dei terzini che, in fase di possesso palla giocano in costante proiezione offensiva e il cui movimento va integrato con gli altri due componenti della catena.  A testimonianza del contributo dei terzini al gioco offensivo, il video che segue mostra, una situazione abbastanza tipica, con i due terzini, Sapunaru e Alvaro Pereira entrambi alti.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Spesso il movimento dei terzini ad inizio azione, ad attaccare la profondità, è propedeutico alla ricezione bassa e leggermente esterna della mezzala del lato che acquisisce l’onere di iniziare l’azione.</p>
<p>Il centravanti Falcao gioca alternando movimenti incontri e attacco alla profondità in funzione delle situazioni tattiche. Molto interessanti i movimenti che coinvolgono il mediano Fernando che si offre come prima opzione per lo scarico dalla linea arretrata. In caso di pressione su Fernando o impossibilità di raggiungerlo perché messo in ombra, il Porto ha molta varietà di movimenti in grado di smarcare un centrocampista al fine di permettergli di giocare fronte alla porta. Molto interessante, perché abbastanza anomalo in un centrocampo a tre è il classico “movimento a compasso”, tipico della coppia di interni di un centrocampo a 4, in cui, su palla esterna, generalmente al terzino, l’interno più vicino al pallone, pressato, si allunga, portando via l’uomo, liberando spazio alla ricezione dell’interno sul lato debole che viene incontro al pallone. Il Porto attua questo movimento con tre giocatori, allungando tantissimo la mezzala del lato, muovendo Fernando inizialmente verso il pallone per poi attaccare centralmente la profondità e andando a giocare alle spalle del centravanti e liberando spazio per la mezzala del lato opposto che, ricevuto il pallone ha come prima opzione proprio la ricerca della traccia interna del mediano, con un’imporvvisa accelerazione del ritmo dell’azione.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/11-3/" rel="attachment wp-att-12610"><img class="alignleft size-medium wp-image-12610" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/11-300x187.png" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>La scelta tra manovra palleggiata, attacco diretto e verticale e quella dei tempi dell’attacco della profondità è figlia di letture della situazione tattica in campo, letture diverse ed attuabili tutte in eguale misura per merito, come detto, dei sincronismi dei movimenti senza palla, precisi, continui e in numero elevato e dell’ottimo scaglionamento in campo. Chiaramente, avanzando con costanza i terzini e prevedendo anche tracce profonde e/o esterne per le mezzali e, quindi, inevitabilmente attaccando con tanti uomini, la scelta di tentare la riconquista immediata della palla è la più logica.</p>
<p>Il Porto invece sceglie di accelerare sempre e comunque e di cercare con velocità e convinzione  la profondità nelle fasi di transizione offensiva, davvero efficaci e portate avanti con tanti uomini.</p>
<p>Le immagini del prossimo video danno un’idea della capacità del Porto di ripartire con precisione e velocità dopo la riconquista della palla. Il video da inoltre un’idea del lavoro della catena terzino, mezzala, esterno.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Le ricerca immediata e rapidissima della profondità nelle transizioni offensive non è funzione della posizione di riconquista della palla, e parte anche da posizione arretratissima, come nel video che segue, in cui la transizione ha origine dalla propria area di rigore. Il video mostra come alla transizione coinvolga i due terzini, prontissimi a sostenerla e porti velocemente 6 uomini a ridosso dell’area avversaria.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Chiaramente, la scelta di giocare questa tipologia di transizioni offensive, implica la necessità di avere il numero maggiore possibile di riferimenti alti e sopra la linea del pallone su cui appoggiare la ripartenza. Ed ecco, perfettamente coerente, a dimostrazione che tutte le fasi di gioco sono correlate, la scelta del pressing alto che consente alle punte (e non solo) di svolgere il proprio lavoro difensivo in posizione avanzata senza obbligarli a profondi ripiegamenti.</p>
<p>Per concludere l’argomento transizioni offensive, il video di uno dei 4 gol di Radamel Falcao al Villareal.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>In alcune situazioni, a partita in corso, Villas Boas è passato al 4-2-4, non cambiando in ogni caso di una virgola i principi ispiratori del gioco e lasciando intravedere anche in questi casi movimenti coordinati che testimoniano di un modulo anch’esso studiato e messo in pratica. Oltretutto il passaggio al 4-2-4 nella partite visionate è avvenuto sia in situazione di necessità di segnare che in situazione in cui era maggiormente necessario difendere, ad indicare scelte non catalogabili con semplicità come difensive/offensive, ma di lettura della situazione. A testimonianza dell’ottima circolazione di palla e del coinvolgimento offensivo di tutti i calciatori, un gol (il gol dello 0-2 contro il Benfica) segnato con la squadra schierata con il 4-2-4 e con il coinvolgimento in attacco del centrale Otamendi e del solito terzino sinistro Alvaro Pereira autore del cross.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/il-porto-di-andre-villas-boas/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nelle partite visionare il Porto è andato davvero in difficoltà solamente nel primo tempo della partita contro il Villareal, in cui il piccolo Barcellona in maglia gialla, con il suo folto e tecnicissimo centrocampo a 4 giocatori tutti piuttosto interni è riuscito con continuità ad eludere il pressing alto del Porto e quindi attaccare con frequenza in situazione di palla scoperta la difesa della squadra di Villas Boas. Imprecisione (nel caso del Porto piuttosto rare) nei tempi del pressing e squadre molto brave ad eluderlo (come il Villareal del primo tempo) possono creare difficoltà al gioco così “spregiudicato” della squadra del giovane tecnico.</p>
<p>I numeri come detto fanno impressione e sono dalla parte di Villas Boas. Con una squadra sulla carta più debole della scorsa stagione il Porto ha fatto meraviglie. E i numeri generalmente non mentono. Al di là dei numeri si vede una squadra che gioca un calcio propositivo, molto organizzato, ma non “rigido”, in cui l’organizzazione consente invece la lettura più appropriata in funzione della situazione tattica specifica. Un calcio molto offensivo, fatto di riconquista rapida del pallone, difesa alta, transizioni offensive rapidissime e fasi di possesso palla giocate con continui e precisissimi movimenti senza palla. Notevole la capacità del Porto di scegliere la tipologia di attacco da sviluppare, i tempi del gioco, quelli in cui accelerare e quelli in cui fare circolare palleggiando il pallone. La stessa padronanza del ritmo del match la squadra di Villas Boas la possiede quando la palla è in possesso degli avversari, scegliendo sempre con molta precisione il momento in cui accelerare e portare con decisione la pressione e, in definitiva, scegliendo in proprio il ritmo da dare al match che, in ogni caso, anche nei momenti di maggiore difficoltà, è sempre in mano dei campioni del Portogallo.</p>
<p>Insomma, davvero un bel vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla gentilissima concessione di Fabio Barcellona</p>
<p><a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/andre-villas-boas-la-scheda/">http://www.uccellinodidelpiero.com/andre-villas-boas-la-scheda/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Attività parallele: Taktifol e il dropshipping</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterManager</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio e PC]]></category>
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		<description><![CDATA[Taktifol è  il foglio tattico trasportabile e pieghevole per allenatori di calcio, basket, rugby, volley, pallamano, hockey su prato e su ghiaccio e a breve anche calcio a 5. MisterManager, in qualità di partner commerciale per l’Italia di questo straordinario <a href="http://www.mistermanager.it/attivita-parallele-taktifol-e-il-dropshipping/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2011/10/tktrotolo-campo.jpg" rel="lightbox[12568]"><img class="alignleft size-full wp-image-8619" title="tktrotolo campo" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2011/10/tktrotolo-campo.jpg" alt="" width="150" height="98" /></a><a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a> è  il foglio tattico trasportabile e pieghevole per allenatori di calcio, basket, rugby, volley, pallamano, hockey su prato e su ghiaccio e a breve anche calcio a 5.</p>
<p>MisterManager, in qualità di partner commerciale per l’Italia di questo straordinario prodotto, propone agli amministratori di blog, siti internet e web commerce, o a chiunque in possesso di P.IVA che voglia commercializzare <a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a> e la sua linea di accessori, il progetto Dropshipping.</p>
<p>Si ricercano strutture web con un certo tasso di visitatori, attinenti al mondo del calcio e degli sport sopra menzionati preferibilmente già avviate nell’e-commerce.</p>
<h3>In cosa consiste il Dropshipping di Taktifol Italia?</h3>
<p>Il Drop Shipment di <a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a> Italia è un servizio di consegna diretta al tuo cliente finale.</p>
<p>Grazie a questo sistema è possibile commercializzare la totalità  prodotti <a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a>, senza alcun investimento, e noi ci incaricheremo di consegnarli direttamente al vostro cliente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="../wp-content/uploads/2012/02/DROP1.jpg" rel="lightbox[12517]"><img class="aligncenter" title="Dropshipping" src="../wp-content/uploads/2012/02/DROP1.jpg" alt="" width="600" height="268" /></a></p>
<p>Attraverso il Drop Shipment di <a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a> potrete così sviluppare un’attività con un forte valore aggiunto, senza preoccuparvi dell’acquisto dei prodotti, degli stock o della costosa gestione della fase logistica, pagando costosi affitti di magazzini e negozi.</p>
<p>Il nostro Drop Shipment vi permette di variare considerevolmente le vostre vendite, grazie al nostro catalogo. E i prezzi risultano davvero vantaggiosi in quanto le spese che dovete sostenere  sono pari a zero!.</p>
<h3><strong>Steps</strong></h3>
<ol start="1">
<li>Il vostro cliente effettua l’ordine tramite il vostro sito e-commerce o blog o invio di e-mail</li>
<li>Il vostro cliente vi paga i prodotti a prezzo commerciale ufficiale in Italia,  inclusivo di spese di trasporto</li>
<li>Voi trasferite l’ordine a noi attraverso la pagina dedicata</li>
<li>Voi pagate a prezzo rivenditore l’ordine a noi</li>
<li>Noi spediamo a mezzo corriere espresso i prodotti al vostro cliente, evitandovi l’approvigionamento a magazzino</li>
<li>Il vostro cliente riceve la merce in 2-4 gg lavorativi</li>
<li>Voi fatturate al vostro cliente</li>
<li>Noi fatturiamo a Voi indicando come indirizzo di spedizione quello del vostro cliente</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Area Rivenditori in dropshipping</h3>
<p><a href="../wp-content/uploads/2012/02/dropprogram200.jpg" rel="lightbox[12517]"><img class="alignleft" title="dropprogram200" src="../wp-content/uploads/2012/02/dropprogram200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Non fai ancora parte del programma Dropshipping di <a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a> Italia?</p>
<p>Inviaci una e-mail a <a title="Adesione al dropshipping di MisterManager.it" href="mailto:taktifol@mistermanager.it" target="_blank">taktifol@mistermanager.it</a> riportante:</p>
<blockquote><blockquote>
<blockquote>
<ul>
<li>Nome e cognome</li>
<li>Ragione sociale (se società)</li>
<li>Indirizzo, C.A.P., città, provincia</li>
<li>P.IVA/Codice Fiscale (entrambi se Ditta individuale)</li>
<li>Recapito telefonico</li>
<li>Indirizzo del sito web/blog in cui si intende promuovere <a href="http://www.mistermanager.it/taktifol/" target="_blank">Taktifol</a></li>
</ul>
</blockquote>
</blockquote>
</blockquote>
<p>Valutata la vostra candidatura vi daremo una risposta immediata.</p>
<p>Vi invieremo il listino Prezzi al rivenditore, nonchè tutto il materiale promozionale necessario per allestire e/o integrare il vostro webshop, e-commerce, negozio E-bay, sito web o blog come foto, locandine, banners, ecc.</p>
<p>Vi invieremo ovviamente, anche il listino nazionale di vendita al pubblico che non dovrà essere variato per nessun motivo con la descrizione delle spese di spedizione da noi addebitate.</p>
<p>Vi metteremo altresì a disposizione un nostro<a title="Dropshipper, acquista qui!" href="../taktifol/dropshipping-shop/" target="_blank"> scaffale elettronico</a> dedicato esclusivamente ai dropshippers, da cui potrete girarci  gli ordini indicando:</p>
<ul>
<li>il vostro indirizzo di fatturazione (a noi utile per ricevere l’ordine e per potervi emettere regolare fattura);</li>
<li>l’indirizzo di spedizione del vostro cliente (destinazione finale dei prodotti), a cui fatturerete voi.</li>
</ul>
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		<title>Pensare ed agire in positivo</title>
		<link>http://www.mistermanager.it/pensare-ed-agire-in-positivo/</link>
		<comments>http://www.mistermanager.it/pensare-ed-agire-in-positivo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Tirinnanzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Settore giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto calcio e altre]]></category>
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		<description><![CDATA[“Impossible is nothing”. Proprio così: tutto è possibile, ma solo per chi crede in sé stesso e negli altri. Infatti la nostra mente è strutturata in maniera tale da poter essere allenata a credere, pensare ed agire positivamente, ad avere <a href="http://www.mistermanager.it/pensare-ed-agire-in-positivo/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/NEWS_1322155369_pep.jpg" rel="lightbox[12497]"><img class="alignright size-medium wp-image-12368" title="Pep Guardiola" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/NEWS_1322155369_pep-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>“Impossible is nothing”. Proprio così: tutto è possibile, ma solo per chi crede in sé stesso e negli altri.</p>
<p>Infatti la nostra mente è strutturata in maniera tale da poter essere allenata a credere, pensare ed agire positivamente, ad avere fiducia. Quindi ci si può allenare a pensare ed agire in modo positivo riguardo a qualunque situazione: basta sapere cosa si vuole e fare tutti i passi necessari per attuarlo.</p>
<p>Inoltre durante il proprio cammino si possono trovare resistenze, sensi di colpa che impediscono il raggiungimento dei propri obiettivi, ma se analizzati e compresi, si può trasformarli a proprio vantaggio.</p>
<p>Se un calciatore o una squadra non sperano di finalizzare azioni e strategie positive, come le esercitazioni tecnico-tattiche provate in allenamento, e temono la vittoria degli altri, allora significa che la loro aspettativa è la sconfitta. Questo è un problema grosso perché quando la mente genera un dubbio, questo influirà sulla prestazione del singolo e, di conseguenza, di tutta la squadra.</p>
<p>Pensare in termini di sconfitta, o al massimo di pareggio, determina un processo mentale ed emotivo inibitorio, in molteplici ambiti come la muscolatura, la creatività, la fantasia, lo spirito d’iniziativa (l’atleta non proverà la giocata per paura di sbagliare) e questo comporta influenze sulla coordinazione del gesto motorio: quindi anche i gesti tecnici più elementari come uno stop oppure un passaggio a5 metridiventeranno errori.</p>
<p>Come migliorare allora? Bisogna credere il meglio, ovviamente secondo le proprie capacità collettive, ma con il gruppo unito: se la squadra è compatta, determinata, ha degli obiettivi ben chiari in mente e crede nel proprio allenatore e alla sua filosofia di intendere il calcio, allora la difficoltà si ridimensiona e la possibilità di evitare conflitti, dubbi aumenta.</p>
<p>Proprio per questo risulta fondamentale e cruciale il ruolo dell’allenatore.</p>
<p>Lui per primo deve pensare ed agire in positivo, per poterlo trasmettere ai suoi calciatori, senza contraddizioni. Perché questa ottica comporta l’abitudine della squadra a dare sempre, in allenamento e in gara, tutta sé stessa, da singolo a singolo.</p>
<p>E la passione è quel fattore che riesce a far esprimere un’atleta e una persona in questa direzione. Nello sport e nella vita.</p>
<p>Purtroppo però le persone veramente passionali sono poche. E quindi l’allenatore si può ritrovare calciatori che riservano una parte di sé stessi ogni settimana, ogni domenica, perché voglio esserci anche la partita dopo, oppure non danno il 100% per paura di sbagliare, di infortunarsi; ciò fa si che singolarmente non raggiungeranno mai i risultati ottimali e massimali secondo le loro capacità e potenzialità, e il collettivo ne risentirà dando mediocrità ai risultati.</p>
<p>Questo è il principio del fallimento.</p>
<p>Dr. Paolo Tirinnanzi</p>
[contact-form-7]
<div class="shr-publisher-12497"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fpensare-ed-agire-in-positivo%2F' data-shr_title='Pensare+ed+agire+in+positivo'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fpensare-ed-agire-in-positivo%2F' data-shr_title='Pensare+ed+agire+in+positivo'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Scuola calcio: dall’1vs1 al 3vs2, un percorso lungo 7 anni (seconda parte)</title>
		<link>http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/</link>
		<comments>http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melsh76</dc:creator>
				<category><![CDATA["Partite a pressione"]]></category>
		<category><![CDATA[Fase di possesso]]></category>
		<category><![CDATA[Settore giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Tattica individuale]]></category>
		<category><![CDATA[2c2]]></category>
		<category><![CDATA[3c2]]></category>
		<category><![CDATA[didattica analitica]]></category>
		<category><![CDATA[didattica globale]]></category>
		<category><![CDATA[fasi sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[giovani calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Possesso palla]]></category>
		<category><![CDATA[Psicocinetica]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa seconda parte analizzeremo gli aspetti didattici del 3c1 e 2c2 (fino alla categoria Pulcini). Come precisato nella prima parte, gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione durante la programmazione tecnico-tattica sono: Ad ogni età corrispondono caratteristiche cognitive e <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>In questa seconda parte analizzeremo gli aspetti didattici del 3c1 e 2c2 (fino alla categoria Pulcini). Come precisato nella <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/">prima parte</a>, gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione durante la programmazione tecnico-tattica sono:</p>
<ul>
<li><em>Ad ogni età corrispondono caratteristiche cognitive e tecnico-coordinative peculiari che facilitano l’apprendimento di determinati aspetti della formazione tattica.</em></li>
<li><em>Le indicazioni fornite sono da adattare alle caratteristiche del proprio gruppo.</em></li>
</ul>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline">TRE  CONTRO UNO  (3c1)</span></strong></p>
<p>Mentre nel 2c1 sono stati introdotti i vari tipi di <span style="text-decoration: underline">smarcamento  individuale</span> (in particolar modo “ampiezza” e “sostegno”), nel 3c1 la “filosofia” è quella di <strong><span style="text-decoration: underline">orientare le scelte di gioco verso zone meno presidiate dagli avversari</span></strong>. Solitamente l’introduzione del 3c1 avviene insieme al concetto di <span style="text-decoration: underline">Cambio di gioco</span>, che nella categoria Pulcini viene identificata con i movimenti di <span style="text-decoration: underline">Giropalla</span>. Com’è possibile vedere nella figura sotto, le scelte di gioco sono orientate a trasferire la palla dalla fascia/zona di campo presidiata dall’avversari/o a quella meno presidiata.</p>
<p> <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/3c1esempio/" rel="attachment wp-att-12438"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12438" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/3c1esempio-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Non a caso è possibile identificare il primo movimento di palla come un “<em>passaggio al compagno a <span style="text-decoration: underline">sostegno</span></em>”, mentre il secondo come un “<em>passaggio al compagno in <span style="text-decoration: underline">ampiezza</span></em>”. Lo sviluppo della didattica del 3c1 diventa quindi molto importante perché permette di apprendere (ma soprattutto “comprendere”) prerequisiti di natura tattica che nelle età successive Esordienti/Giovanissimi saranno fondamentali nel gioco a 11 come il <em>Cambio di gioco</em> e lo <em>Scorrimento di palla</em>. Riassumendo, la didattica del 3c1 prevede <span style="text-decoration: underline">l’applicazione successiva degli elementi appresi nel 2c1</span>.</p>
<p><strong>Pulcini (III°-V° elementare)</strong>: l’inizio della didattica del 3c1 corrisponde con la fine (cioè con la piena comprensione dei movimenti semplici di smarcamento) della didattica del 2c1, cioè pressappoco intorno alla <em>V° elementare</em>.  Aspetto fondamentale della didattica è <em>il mantenimento di una densità di gioco sufficiente grazie alla divisione in gruppi di lavoro di circa 4-6 giocatori</em>. I mezzi a carattere <span style="text-decoration: underline">globale</span> prevedono l’utilizzo di “<span style="text-decoration: underline">possessi palla-3c1</span>” nelle varie forme (vedi esempio sotto) per abituare i giocatori ai vari tipi di movimento e a stoppare la palla in maniera orientata.</p>
<p> <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/possesso-palla/" rel="attachment wp-att-12439"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12439" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/possesso-palla-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>I mezzi <span style="text-decoration: underline">analitici</span> invece prevedono <span style="text-decoration: underline">esercitazioni con finalizzazione</span> (porta o meta) con limitazione di movimento degli “attaccanti” (ed esempio in settori di gioco definiti) e massima libertà del difensore. Nella figura sotto è presentato un esempio in cui i 3 attaccanti devono rimanere nei settori longitudinali; le varianti sono relative al numero di tocchi, al numero minimo di passaggi (prima di concludere) o alla possibilità del giocatore in possesso palla di portarsi da un settore all’altro, ma passandola ad un settore diverso da quello in cui si trova.</p>
<p> <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/3c1-semplice/" rel="attachment wp-att-12441"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12441" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/3c1-semplice-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p><strong>Esordienti (I°-II° media)</strong>: prosegue il lavoro iniziato nella categoria Pulcini in forma parallela al 2c2 per poi passare al 3c2 una volta che i concetti del 3c1 e 2c2 sono pienamente appresi. In questa categoria è da prestare anche attenzione (nelle esercitazioni analitiche) agli <span style="text-decoration: underline">aspetti difensivi</span>, orientati prevalentemente a riconoscere la pericolosità dei giocatori in possesso palla ed agire di conseguenza.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline">DUE  CONTRO DUE  (2c2)</span></strong></p>
<p>Il 2c2 è rappresentato da due forme didattiche ben distinte: la parte <span style="text-decoration: underline">globale</span> (che può essere inserita sin dai Pulcini parallelamente all’inserimento analitico del 2c1) e la parte <span style="text-decoration: underline">analitica</span> che invece va inserita una volta apprese le forme analitiche dell’1c1 e del 2c1. Per la parte analitica sono da approfondire sia gli aspetti offensivi che difensivi (che proseguono nei Giovanissimi).</p>
<p><strong>Pulcini (III°-V° elementare)</strong>: le varie <span style="text-decoration: underline">forme globali di 2c2</span> possono essere inserite da quando si inizia il 2c1 e l’1c1 analitico di situazione. In questo tipo di didattica si preferisce <strong><span style="text-decoration: underline">metodo deduttivo</span></strong> per stimolare le scelte in funzione delle conoscenze dell’1c1 (in base alle zone del campo) e 2c1 (smarcamento); importante, in questi casi, è utilizzare mini-campi sufficientemente ampi!</p>
<p> <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/2c2-con-meta/" rel="attachment wp-att-12442"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12442" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/2c2-con-meta-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Le esercitazioni prevederanno 2c2 in forme libere, dando possibilità anche ai  “difensori” di realizzare meta, gol, ecc. (vedi sopra), mezzi con difensori posti in aree trasversali (vedi sotto) e altre variati riferite alle dimensioni/forme del campo, tipo di realizzazione (porte piccole, grandi, mete, ecc.) ed esercizi psicocinetici.</p>
<p> <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte/2c2-trasversale/" rel="attachment wp-att-12443"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12443" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/2c2-trasversale-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Nella terza e ultima parte andremo ad analizzare la didattica analitica del 2c2 (Categoria Esordienti) e il 3c2.</p>
<p><strong><em>Autore dell’articolo: Melli Luca allenatore Scuola calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)</em></strong></p>
<div class="shr-publisher-12437"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fscuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte%2F' data-shr_title='Scuola+calcio%3A+dall%E2%80%991vs1+al+3vs2%2C+un+percorso+lungo+7+anni+%28seconda+parte%29'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fscuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-seconda-parte%2F' data-shr_title='Scuola+calcio%3A+dall%E2%80%991vs1+al+3vs2%2C+un+percorso+lungo+7+anni+%28seconda+parte%29'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il riscaldamento prepartita: una visione personale sul come farlo</title>
		<link>http://www.mistermanager.it/il-riscaldamento-prepartita-una-visione-personale-sul-come-farlo/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 22:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterManager</dc:creator>
				<category><![CDATA[Preparazione atletica]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[messa in moto]]></category>
		<category><![CDATA[partita]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[skip]]></category>
		<category><![CDATA[sprint]]></category>
		<category><![CDATA[stretching]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura corporea]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Alessandro Gelmi CENNI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI APPLICATI AL RISCALDAMENTO… Dalla letteratura e dagli studi effettuati è risaputo quali sono gli obiettivi e gli effetti del riscaldamento nel determinare una performance sportiva; per questo mi limito ad una breve e <a href="http://www.mistermanager.it/il-riscaldamento-prepartita-una-visione-personale-sul-come-farlo/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><em>Di Alessandro Gelmi</em></p>
<p>CENNI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI APPLICATI AL RISCALDAMENTO…</p>
<p>Dalla letteratura e dagli studi effettuati è risaputo quali sono gli obiettivi e gli effetti del riscaldamento nel determinare una performance sportiva; per questo mi limito ad una breve e sintetica descrizione degli aggiustamenti (che è diverso da adattamenti) PRINCIPALI fisiologici che con esso si ottengono:</p>
<ul>
<li>Aumento dell’apporto di sangue ai muscoli</li>
</ul>
<ul>
<li>Aumento della temperatura che determina:</li>
</ul>
<blockquote>
<ul>
<li>Aumento dell’elasticità dell’unità muscolo tendinea;</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote>
<ul>
<li>Aumento del liquido sinoviale all’interno delle articolazione con conseguente aumento della lubrificazione articolare</li>
</ul>
</blockquote>
<ul>
<li>Diminuzione del rischio di infortuni muscolari ed articolari, dovuti ad una maggior predisposizione dell’organismo alla prestazione.</li>
</ul>
<p>Oltre agli aggiustamenti, e di conseguenza agli obiettivi, a carattere fisiologico, il riscaldamento ha anche lo scopo di preparare i giocatori dal punto di vista psicologico: in questo caso la bravura dello staff tecnico è quella di avere un comportamento, verso i propri giocatori, diverso a seconda di come il singolo vive l’attesa della partita.</p>
<p>Per questo ci sarà chi ha bisogno di essere caricato emotivamente, chi invece ha bisogno di concentrarsi da solo e chi ancora necessita di parole di fiducia e di tranquillità perché “sente troppo” il match.</p>
<p>…. CHE PORTANO AD UNA VISIONE PERSONALE DI COME AFFRONTARE UN RISCALDAMENTO PRE-GARA</p>
<p>Personalmente, quando mi trovo ad affrontare un riscaldamento pre-gara ritengo che, perché esso sia svolto in maniera corretta, devo rispettare determinati principi:<a href="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/riscaldamento-pregara.gif" rel="lightbox[12356]"><img class="alignright size-medium wp-image-12359" style="margin: 5px;" title="riscaldamento pregara" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/riscaldamento-pregara-300x203.gif" alt="" width="300" height="203" /></a><br />
Innanzitutto rispetto il principio della progressività per quanto riguarda l’intensità; è fondamentale cominciare in maniera blanda e aumentare gradualmente l’intensità, parallelamente alla diminuzione della durata delle esercitazioni che propongo. In questo senso volume e intensità hanno un rapporto indiretto, poiché all’aumentare dell’uno, diminuisce l’altra.</p>
<p>Concettualmente differenzio il riscaldamento generale da quello specifico; comincio l’attivazione con dei lavori a carattere globale (corsa, mobilità articolare, ecc) al fine di preparare fisiologicamente l’organismo alle successive esercitazioni specifiche della disciplina con cui si lavora (nel caso del calcio, possessi palla, esercitazioni tecniche, ecc..).<br />
Devo rispettare i tempi di recupero tra le esercitazioni, stando molto attento affinché questo non sia né troppo corto né troppo lungo; ritengo che il tempo di recupero non debba essere determinato da un cronometro ma dalla sensazione del preparatore (o chi per esso) nel vedere come i suoi giocatori reagiscono durante l’intervallo che c’è tra le proposte. Per questo la bravura si trova nel capire quando riprendere, e ciò dipende da una moltitudine di fattori (condizione dei giocatori, temperatura, ora della giornata, condizioni atmosferiche, condizione del campo, ecc..).</p>
<p>Lo stesso discorso è valido per la durata delle esercitazioni; a mio parere il cronometro serve per monitorare il tempo totale a disposizione mentre la durata delle singole proposte, siano esse la corsa, le andature o i possessi palla, è funzione dell’intensità e della reazione dei giocatori a quanto stanno facendo. È comunque ovvio che ogni proposta rientra all’interno di un range temporale (per esempio un possesso palla 5vs5 non durerà più di 2’, ma neanche meno di 30’’. I tempi indicati sono volutamente esagerati, per far capire il concetto).</p>
<p>Infine cerco di riprendere la maggior parte dei gesti, sia motori sia tecnici, che vengono effettuati in partita; per questo è giusto, rispettando la quantità necessaria e con la corretta intensità, inserire dei cambi di direzione, frenate, ripartenze, balzi (o colpi di testa), passaggi, lanci, tiri in porta, ecc…</p>
<p>Di seguito un esempio di riscaldamento pre-partita svolto da una prima squadra.<br />
Per prima cosa si deve preparare il campo disponendo il materiale che si utilizza e consegnando le casacche a 5 dei 10 titolari, prima del loro ingresso sul terreno di gioco, come mostrato in figura.</p>
<p>Premessa: come detto sopra, i tempi sono indicativi e usati per dare dei riferimenti; è la sensazione e l’osservazione personale a determinare il tempo effettivo di durata delle esercitazioni, e dei rispettivi recuperi.<br />
L’uscita sul campo, in cond<a href="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/mappa-riscaldamento.gif" rel="lightbox[12356]"><img class="alignleft size-full wp-image-12360" style="margin: 5px;" title="mappa riscaldamento" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/mappa-riscaldamento.gif" alt="" width="196" height="233" /></a>izioni standard (temperatura gradevole, assenza precipitazioni, campo in discrete condizioni, nessun giocatore con problemi), avviene 35 minuti prima del fischio d’inizio ed è caratterizzata da pochi minuti liberi (2-3), nei quali i giocatori scelgono autonomamente cosa fare (posture, passaggi, corsa…..); in seguito, alla chiamata del preparatore o del mister si forma un cerchio (cerchio rosa in figura) al centro della metà campo dove si eseguono 3-4 minuti di stretching dinamico e di andature su posto (corsa calciata, skip, aperture, chiusure, slanci, torsioni del busto, circonduzioni caviglia, mobilità per ginocchio ecc..).</p>
<p>A questo punto comincia la fase di attivazione in corsa blanda di circa 8-10 minuti; i primi 3 minuti sono caratterizzati da corsa libera nello spazio (tra area e metà campo, su tutta la larghezza) facendo girare 2-3 palloni con passaggi corti e rasoterra. I successivi minuti, con i giocatori schierati a scacchiera (3 righe da 3 più uno centrale dietro, le X nere in figura), sono composti da esercizi sincronizzati di mobilità articolare e andature tra i cinesini blu (in figura) con uscita di 3-4 metri fino ai cinesini gialli (in figura) e ritorno al punto di partenza in corsa blanda.</p>
<p>Dal momento che l’intensità è ancora bassa si passa subito, all’interno del campo delimitato dai cinesini rossi (in figura), all’esecuzione di esercitazioni psicocinetiche, per un totale di 3-4 minuti, del tipo:</p>
<ul>
<li>Passaggio al colore diverso con mani (40”, il tempo necessario per capire e dare ritmo all’esercitazione)Passaggio al colore diverso con piedi (circa 1’)</li>
</ul>
<ul>
<li>Passaggio al colore diverso con piedi, chiamando “uomo” o “solo”; se chiama “uomo” la si scarica al compagno che l’ha passata, se chiama “solo” si passa la palla ad un giocatore del colore opposto (circa 1’).</li>
</ul>
<p>La seconda parte del riscaldamento (totale 10’-12’), caratterizzata da un’intensità maggiore, è composta da una prima parte, nuovamente a secco, di andature brevi (5 metri, dai cinesini gialli a quelli blu in figura) con allunghi di distanza e intensità sempre crescenti, per un totale di 4-5 allunghi.</p>
<p>Il recupero, svolto in cerchio e caratterizzato ancora da esercizi dinamici, precede due blocchi (di circa 1’ l’uno) di possesso palla a due squadre (5 contro 5), prima con mani e poi con piedi, dove si vanno a ricercare situazioni di gara (contrasti, attacco palla, copertura, uscite in pressing ecc) ad alta intensità.</p>
<p>I pochi minuti che rimangono prima dell’appello vengono utilizzati per lasciare ai giocatori alcuni attimi liberi per lanciare e/o calciare e, ultimissima cosa, per svolgere 5-6 passaggi di rapidità sul breve (6-8 mt in tutto).</p>
<p>Qui i giocatori si dispongono in cerchio al centro della metà campo (cerchio rosa in figura) con il preparatore disposto nel mezzo; al suo via la squadra, eseguendo l’andatura richiesta, si compatta verso il centro del cerchio per poi, al battito di mano del preparatore, compiere un cambio di direzione di 180° e sprintare nel campo per circa 5-6 metri.</p>
<p>Entrando nello specifico, le andature possono essere:</p>
<ul>
<li>Skip</li>
</ul>
<ul>
<li>Corsa calciata</li>
</ul>
<ul>
<li>Doppio impulso</li>
</ul>
<ul>
<li>Piccoli balzi laterali o frontali</li>
</ul>
<ul>
<li>Corsa a gambe tese</li>
</ul>
<ul>
<li>Corsa scivolata rapida</li>
</ul>
<ul>
<li>Scivolamenti laterali rapidi</li>
</ul>
<p>A questo punto la squadra è pronta per affrontare la partita con le giuste condizioni psicologiche e fisiologiche.</p>
<p>Variazioni nella durata delle proposte si possono verificare, con i giusti adattamenti, nel caso di:</p>
<ul>
<li>Temperatura molto alta o molto bassa</li>
</ul>
<ul>
<li>Campo pesante</li>
</ul>
<ul>
<li>Pioggia intensa</li>
</ul>
<ul>
<li>Giocatori in dubbio (in questo caso l’intervento è individuale)</li>
</ul>
<ul>
<li>Orario di gara (le condizioni fisiologiche alla mattina sono diverse rispetto al pomeriggio, le quali sono diverse rispetto alle condizioni presenti alla sera).</li>
</ul>
<p>DIFFERENZE NELLA PROPOSTA SE SI PARLA DI SETTORE GIOVANILE<br />
(GIOVANISSIMI-ALLIEVI-JUNIORES/BERRETTI/PRIMAVERA)</p>
<p>Rispetto a quello della prima squadra, il riscaldamento del settore giovanile, che comunque si differenzia all’interno di ogni categoria che lo va a comporre, tendenzialmente prevede una più breve fase “a secco” per lasciare maggior spazio alle esercitazioni con palla (in cerchio, a coppie, a terne ecc..).</p>
<p>In più spesso ci si trova a dover lavorare più sull’aspetto mentale e sulla concentrazione che su quello organico, dal momento che i ragazzini non sempre entrano in campo con il giusto approccio e la giusta determinazione.<br />
Tutto questo non deve comunque non rispettare i principi che il riscaldamento, indipendentemente dalla categoria, deve avere, poiché è fondamentale che prima di entrare in campo un giocatore, sia esso bambino, ragazzo o adulto, sia pronto dal punto di vista fisico e mentale per potersi esprimere al meglio riducendo il più possibile il rischio di infortuni; in questo caso ciò che cambia è il tempo che l’organismo necessità per essere pronto, il quale è diverso a seconda dell’età.</p>
<p>IL RUOLO DELLO STRETCHING ALL’INTERNO DELLA FASE DI RISCALDAMENTO</p>
<p>Da quanto scritto nell’esempio di riscaldamento pre-partita  si può osservare che è assente lo stretching statico; questo perché personalmente ritengo più utile utilizzare esercizi dinamici di stretching, o di mobilità articolare, da inserire dopo la corsa o nelle fasi di recupero tra le esercitazioni.</p>
<p>Se comunque, nei momenti in cui ai giocatori vengono concessi istanti di recupero libero, c’è qualche giocatore che esegue un esercizio di allungamento statico, nulla e nessuno vieta loro di farlo, ma nel momento in cui il recupero lo gestisce il preparatore (o il mister) credo sia giusto ottimizzare il tempo a disposizione per lavorare in altri modi.<br />
Questa idea deriva dalla consapevolezza che un programma di stretching statico, per ottenere adattamenti muscolari, richiede la somministrazione dello stimolo per almeno 30 secondi, ripetuta in più cicli (3-4 per ogni distretto); questo implica molto tempo, cosa che in un riscaldamento pre-partita non si ha assolutamente.</p>
<p>DIFFERENZE DA ALLENAMENTO A PARTITA</p>
<p>Rispetto al riscaldamento pre-partita quello previsto nella fase iniziale di una seduta di allenamento può essere molto vario; oltre alla proposta di esercizi nuovi, sconosciuti ai ragazzi e per i quali ci vuole più tempo per acquisirli, spesso si fanno eseguire esercitazioni con palla al fine di sviluppare la tecnica individuale o si propongono delle situazioni tattiche da sviluppare in maniera didattica (frequentemente si utilizzano prima le mani e poi i piedi); il tutto è sicuramente corretto ed in linea con la filosofia di una seduta anche se, a mio parere, una parte “a secco” di tipo preventivo ed/o integrativo è necessaria al fine di evitare o ridurre il rischio di problemi (sia immediati che in prospettiva futura).</p>
<p>Per questo inserisco sempre, variandone la forma e i contenuti, lavori di mobilità articolare, stretching dinamico, andature per il rinforzo delle caviglie e per stimolare la propriocezione, esercizi di forza isometrica od eccentrica, un programma di tonificazione del tronco, ecc…<br />
Il tempo di questa parte specifica, rispetto al tempo degli esercizi con palla, va adattato, sia come forma che come quantità, alla categoria con cui si lavora e ritengo tali proposte utili a partire dai giovanissimi (consigliati degli interventi anche negli esordienti).</p>
<p>CONCLUSIONI</p>
<p>Ben sapendo che le strade e gli esercizi per arrivare ad una condizione fisiologica che rende il nostro giocatore pronto ad affrontare una partita sono molteplici, ciò che fa la differenza dal punto di vista qualitativo è la cura delle piccole cose.</p>
<p>La disposizione del materiale prima che la squadra esca dallo spogliatoio, il fatto di tenere i giocatori il più possibile in campo per evitare poi di rimanere fermi a lungo prima dell’appello dell’arbitro, l’ottimizzazione del tempo a disposizione, l’eliminazione di tempi morti, la gestione del volume, dell’intensità e dei recuperi delle esercitazioni, sono tutti fattori che, se presenti, trasmettono a chi deve affrontare il riscaldamento un senso di organizzazione e di professionalità che per i giocatori è necessario avere affinché abbiano fiducia in colui che li riscalda.</p>
<p>In linea con questo non si deve dimenticare come la specificità di ogni esercitazione sia importante per aiutare gli atleti ad entrare in partita già dal riscaldamento e ad immedesimarsi il prima possibile nelle situazioni che poco tempo dopo troveranno in campo.<br />
In questo modo tali condizioni permettono, nella mezzora a disposizione, di preparare un giocatore a giocare la partita con la giusta intensità psico-fisica e ciò che essa comporta (contrasti, scontri, ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-12356"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fil-riscaldamento-prepartita-una-visione-personale-sul-come-farlo%2F' data-shr_title='Il+riscaldamento+prepartita%3A+una+visione+personale+sul+come+farlo'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fil-riscaldamento-prepartita-una-visione-personale-sul-come-farlo%2F' data-shr_title='Il+riscaldamento+prepartita%3A+una+visione+personale+sul+come+farlo'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il modello di gioco del Barcellona &#8211; I segreti della squadra &#8220;perfetta&#8221;</title>
		<link>http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/</link>
		<comments>http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AVB</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Tattica]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Possesso palla]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi di gioco]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stile di gioco del Barcellona, in linea generale, si sviluppa attraverso un modello di calcio &#8220;Totale&#8221;, fitte trame di passaggi, una costante dedizione al possesso palla, pressing alto alla ricerca di un immediato recupero della palla appena persa. Tutti i giocatori <a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: left"><a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/barcellona-2/" rel="attachment wp-att-12487"><img class="alignleft  wp-image-12487" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/barcellona1-293x300.gif" alt="" width="105" height="88" /></a>Lo stile di gioco d<a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/fc-barcelona-v-rcd-mallorca-liga-bbva/" rel="attachment wp-att-12368"><img class="wp-image-12368 alignright" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/NEWS_1322155369_pep-300x206.jpg" alt="" width="197" height="123" /></a>el Barcellona, in linea generale, si sviluppa attraverso un modello di calcio &#8220;Totale&#8221;, fitte trame di passaggi, una costante dedizione al possesso palla, pressing alto alla ricerca di un immediato recupero della palla appena persa.</p>
<p style="text-align: left">Tutti i giocatori partecipano attivamente alle fasi di gioco, portiere compreso. Il singolo è esaltato dal collettivo, benchè una tecnica individuale altissima sia fondamentale per l&#8217;articolazione di un così complesso sistema.  Il 4-3-3 è il disegno inziale e necessario su cui si basa il gioco del Barcellona, inteso come schieramento di partenza,  poichè nell&#8217;arco dei 90 minuti subisce innumerevoli mutazioni tattiche, proprio a causa del continuo movimento della squadra.  Per questo è chiaramente difficile parlare di un modulo di gioco univoco.</p>
<div id="attachment_12373" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><img class="wp-image-12373      " src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/porto-barcellona00006-300x160.jpg" alt="" width="277" height="139" /><p class="wp-caption-text">Fig.1 - Abbassamento del mediamo fra i centrali difensivi per ricevere palla</p></div>
<p style="text-align: left">L&#8217;impostazione parte dal portiere che predilige l&#8217;appoggio ai difensori, al lancio lungo sulle punte. I terzini si alzano sulla linea dei centrocampisti (e non sono quasi mai coinvolti in prima battuta), i centrali difensivi si allargano esternamente permettendo al mediano basso di venire a prendere palla sulla linea di difesa (che a questo punto diventa a 3 &#8211; <strong>Fig.1</strong>),  ed impostare palla al piede. L&#8217;avanzamento tramite possesso permette alla squadra di essere sempre corta e compatta: la circolazione della palla è rapida, 1 o 2 tocchi per eludere il pressing avversario.</p>
<p style="text-align: left">É tutto un gioco di posizioni, il giocatore con la palla ha sempre più possibilità di giocata: la chiave sta nel movimento e nei triangoli di gioco che si creano in seguito allo smarcamento del compagno; liberarsi dalla marcatura permette di giocare più agevolmente, con appoggi e fraseggi nel breve, evitando così lanci lunghi e scontati. Il Barcellona gioca &#8221;semplice&#8221;, chi è spalle alla porta (il lato alto del triangolo), scarica dietro a chi ha una visione frontale della situazione.Lo svolgimento del gioco è diretto a ricercare spazi che facilitino la progressione,e a trovare uomini liberi per disporre al meglio dei suddetti spazi.</p>
<div id="attachment_12391" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/porto-barcellona00007-600x320/" rel="attachment wp-att-12391"><img class=" wp-image-12391" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/porto-barcellona00007-600x320-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Fig.2 - Esterni di attacco larghi</p></div>
<p style="text-align: left">Sfuttamento dell&#8217; ampiezza di gioco: gli attaccanti esterni si posizionano all&#8217;altezza della linee laterali del campo per allargare la difesa avversaria e facilitare l&#8217;inserimento dei centrocampisti da dietro. (<strong>Fig.2</strong>)</p>
<p style="text-align: left"> Il gioco del Barcellona non prevede un attaccante di peso per evitare di concedere punti di riferimento. Il cuore dell&#8217;attacco infatti,non è presidiato in maniera fissa da una boa centrale, ma resta &#8220;libero&#8221; per lasciare spazio alle incursioni a sorpresa dalle retrovie. I continui tagli e il movimento senza palla fanno la differenza perchè mandano spesso l&#8217;avversario fuori posizione.</p>
<div id="attachment_12412" class="wp-caption alignright" style="width: 284px"><a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/porto-barcellona00010-2/" rel="attachment wp-att-12412"><img class=" wp-image-12412" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/porto-barcellona000101-300x160.jpg" alt="" width="274" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Fig.3 - Movimento di Messi che favorisce l&#039;inserimento dei compagni</p></div>
<p style="text-align: left">La figura dell&#8217;attaccante centrale (Messi), è quella di un simil trequartista dei nostri giorni che gode di una certa libertà di movimento in funzione della profondità della squadra. Predilige ricevere palla sul lato destro per poi accentrarsi a tagliare il campo per tirare o servire assist ai compagni che penetrano nella difesa avversaria<strong>.(Fig.3)</strong></p>
<div id="attachment_12413" class="wp-caption alignleft" style="width: 278px"><a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/porto-barcellona00008-3/" rel="attachment wp-att-12413"><img class=" wp-image-12413 " src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/porto-barcellona000082-300x160.jpg" alt="" width="268" height="132" /></a><p class="wp-caption-text">Fig.4 - Pedro viene incontro al portatore di palla, liberando lo spazio a Dani Alves che può attaccare la profondità</p></div>
<p style="text-align: left">Il ruolo dei due terzini è fondamentale: in fase di possesso attaccano la profondità diventanto veri e propri attaccanti aggiunti, dando ancora più peso alla fase offensiva. In avanti si delinea una sorta di figura a trapezio (3-3-4), le cui parti vicine tra di loro, scambiano in velocità e negli spazi stretti anche all&#8217;interno dell&#8217;aria per trovare la via del gol.La squadra permette l&#8217;incorporamento dei laterali (<strong>Fig.4</strong>), grazie a precisi movimenti degli attaccanti esterni: accentramento per attendere un cross, o leggero arretramento, andando incontro al portatore di palla. Questo movimento ad uscire crea lo spazio per il taglio o l&#8217;inserimento da dietro di un giocatore a ridosso.</p>
<p style="text-align: left"> </p>
<p style="text-align: left"> I<img class="wp-image-12309 alignright" style="margin: 5px" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/festa_barcellona_gruppo_getty-300x187.jpg" alt="" width="253" height="153" />l fulcro del gioco sono Xavi e Iniesta.Dai loro piedi partono le azioni più pericolose, sono i primi collanti fra difesa e centrocampo e fra centrocampo e attacco. Dettano i tempi di gioco. In situazioni di stallo, sono usuali i cambi di campo a liberare il terzino o l&#8217;esterno alto, per alleggerire la pressione, e mettere in difficoltà la squadra avversaria, che deve essere svelta nel ripiegare dalla parte opposta per evitare l&#8217;1 contro 1.  Il terzo centrale di centrocampo è più che altro un uomo di rottura, che spezza il ritmo, un recupera palloni che solitamente si limita ad appoggi corti e giocate semplici, molto utile soprattutto in fase di contenimento e come eventuale terzo difensore centrale di supporto.</p>
<div id="attachment_12426" class="wp-caption alignleft" style="width: 288px"><a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/11-2/" rel="attachment wp-att-12426"><img class="wp-image-12426 " src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/11-300x183.jpg" alt="" width="278" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">Fig.5 - Cercare l&#039;immediato recupero palla</p></div>
<p style="text-align: left">L&#8217;atteggiamento del Barcellona in fase di possesso è poi determinante per la riconquista della palla. La compattezza e la vicinanza dei reparti permettono di portare subito alto il pressing (a tutto campo),lo scopo è cercare di recuperare il pallone immediatamente alla perdita <strong>(Fig.5) </strong>o comunque prima che l&#8217;avversario generi condizioni favoreli per attaccare efficacemente.</p>
<div id="attachment_12433" class="wp-caption alignright" style="width: 267px"><a href="http://www.mistermanager.it/il-modello-di-gioco-del-barcellona/4-4/" rel="attachment wp-att-12433"><img class=" wp-image-12433" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/4-300x176.jpg" alt="" width="257" height="131" /></a><p class="wp-caption-text">Fig.6 - Pressing sul portatore e superiorità numerica</p></div>
<p style="text-align: left">Togliere tempo e spazio costringendo una giocata affrettata. Annullare la ripartenza della squadra avversaria portando pressing sul portatore di palla, assicurandosi una superiorità numerica (solidarietà di squadra, presa di coscenza che essere saltati mette in difficoltà tutti - <strong>Fig.6</strong>), ed impedendo le relazioni con i compagni vicini. Cercare di dirigere il possessore di palla verso spazi favorevoli (sugli esterni, o comunque in zone meno pericolose)o per esempio verso giocatori avversari con meno qualità tecniche, per poi poter contrattaccare. Valutazione della profondità difensiva, blocco alto per mettere in fuorigioco gli attaccanti avversari.</p>
<p style="text-align: left"> </p>
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		<title>Sarà davvero una &#8220;Last Bet&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Rotondaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arresti, interrogatori, processi. Sembrano gli elementi di un film poliziesco, in realtà qui stiamo parlando di calcio, calcio sporco, quello che non vorremmo mai vedere. Dopo lo scandalo Calciopoli di quasi 6 anni fa, nuove rivelazioni fanno tremare nuovamente il <a href="http://www.mistermanager.it/sara-davvero-una-last-bet/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.mistermanager.it/sara-davvero-una-last-bet/atalanta-v-bari-3/" rel="attachment wp-att-12278"><img class="size-medium wp-image-12278 alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/Cristiano-Doni2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Arresti, interrogatori, processi. Sembrano gli elementi di un film poliziesco, in realtà qui stiamo parlando di calcio, calcio sporco, quello che non vorremmo mai vedere. Dopo lo scandalo Calciopoli di quasi 6 anni fa, nuove rivelazioni fanno tremare nuovamente il mondo del calcio italiano: decine di arresti tra calciatori e non, una miriade di sospetti e un&#8217;ultima inquietante ipotesi. Da quanto emergerebbe dagli interrogatori dei vari Cristiano Doni, Filippo Carobbio e Luigi Sartor in primis, gli scorsi campionati di serie B e serie A sarebbero stati alterati. Sullo sfondo &#8220;il gruppo dei croati&#8221;, un clan molto vicino alla mafia croata la quale avrebbe addirittura fatto minacce a giocatori se essi non avessero contribuito a modificare gli esiti delle partite. La svolta però si è avuta qualche settimana fa quando Masiello, difensore ex Bari ora in forza all&#8217;Atalanta, decide volontariamente di vuotare il sacco e le sue dichiarazioni appaiono fin dall&#8217;inizio sconvolgenti. Minacce, combine, il campionato stranamente troppo arrendevole del Bari terminato in ultima posizione. Questo è lo scenario decisamente inquietante raccontato da Masiello, il quale lui stesso sarebbe stato &#8220;obbligato&#8221; a perdere. Tra i pentiti abbiamo anche Cristiano Doni e da quanto emerso, più della metà delle gare dello scorso campionato di serie A sarebbero state alterate; ed anche giocatori importanti (si fa il nome di Buffon, &#8220;un malato del gioco d&#8217;azzardo che arriva a scommettere anche 100000 euro al mese&#8221; secondo il preparatore atletico Santoni) avrebbero contribuito. Se di tutto ciò fosse dimostrata la veridicità, allora si potrebbe parlare di uno scandalo ancor più grave di Calciopoli e prendere in considerazione l&#8217;ipotesi di revoca dello scudetto e quindi cancellazione totale di un campionato effettivamente falsato, non sarebbe più un&#8217;utopia. Si dovrebbe poi ripartire da zero, così come si fece quella calda e tormentata estate del 2006 ma soprattutto comminare le giuste pene, e per giuste pene intendo la radiazione immediata dal mondo del calcio perchè questo calcio, il mio calcio, quello che da anni mi appassiona, non ha più bisogno di questi loschi personaggi, ne ha avuti fin troppi. Saremo davvero giunti all&#8217;ultima scommessa?</p>
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<div class="shr-publisher-12274"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fsara-davvero-una-last-bet%2F' data-shr_title='Sar%C3%A0+davvero+una+%22Last+Bet%22%3F'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fsara-davvero-una-last-bet%2F' data-shr_title='Sar%C3%A0+davvero+una+%22Last+Bet%22%3F'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Scuola calcio: dall’1vs1 al 3vs2, un percorso lungo 7 anni (prima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melsh76</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver analizzato le fasi sensibili della tecnica calcistica e approfondito l’importanza di alcuni aspetti della coordinazione, andremo a vedere quello che è il percorso tecnico-tattico che viene affrontato per la formazione del giovane calciatore dalla categoria Piccoli amici (I-II° <a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Dopo aver analizzato le <a href="http://www.mistermanager.it/fasi-sensibili-della-tecnica-calcistica/">fasi sensibili della tecnica calcistica</a> e approfondito l’importanza di <a href="http://www.mistermanager.it/aggiornamenti-dal-mondo-scientifico-del-calcio-ii/">alcuni aspetti della coordinazione</a>, andremo a vedere quello che è il <strong><span style="text-decoration: underline;">percorso tecnico-tattico</span></strong> che viene affrontato per la formazione del giovane calciatore dalla categoria <span style="text-decoration: underline;">Piccoli amici</span> (I-II° elementare) alla categoria <span style="text-decoration: underline;">Esordienti </span>(I-II° media). <em>Ad ogni età corrispondono caratteristiche cognitive e tecnico-coordinative peculiari che facilitano l’apprendimento di determinati aspetti della formazione tattica</em>; la conoscenza di questi elementi permette di <strong><span style="text-decoration: underline;">integrare</span></strong> al meglio i vari “rami” dell’allenamento giovanile (coordinazione, tecnica, tattica, ecc.) al fine di far acquisire al calciatore in erba le competenze e gli atteggiamenti che poi saranno utili nelle successive fasi di crescita. Ovviamente queste considerazioni teoriche <strong>vanno prese “cum grano salis”, perché <span style="text-decoration: underline;">rappresentano conclusioni generiche che vanno necessariamente ed intelligentemente adattate al proprio gruppo</span>.</strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">UNO  CONTRO UNO  (1c1)</span></strong></p>
<p>L’1vs1 rappresenta il primo step della formazione tecnico-tattica del giovane calciatore. Le caratteristiche didattiche di questo mezzo sono relative all’età dei giocatori:</p>
<p><strong>Piccoli amici (I° e II° elementare)</strong>: è fondamentale un inizio precoce della didattica dell’1vs1 sin dai primi allenamenti per sapersi orientare in campo (porta da “attaccare” e porta da “difendere”), vincere la paura dell’avversario (contrasto), saper discriminare la situazioni “fallose”, sviluppare la capacità di “lettura” della gestualità dell’avversario (finte, cambi di direzione, ecc), ecc. Ovviamente queste esercitazioni (vedi figura sotto) dovranno essere proposte nelle forme libere (<span style="text-decoration: underline;">didattica globale</span>) e con spazi sufficientemente grandi a disposizione. In questi caso l’1c1 non sarebbe tanto il “fine” dell’allenamento, ma il “<span style="text-decoration: underline;">mezzo</span>” attraverso il quale si sviluppano in forma precoce alcuni aspetti della coordinazione (senso del movimento) e della tecnica (guida della palla). L’egocentrismo caratteristico di questa fascia d’età asseconda questo processo di apprendimento.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/1c1-globale/" rel="attachment wp-att-12227"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12227" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/1c1-globale-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p><strong>Pulcini (III°-V° elementare)</strong>: la didattica globale lascia spazio a quella <span style="text-decoration: underline;">analitica </span>(che può comunque essere iniziata anche nei Piccoli amici nelle forme più semplici), cioè a quelle situazioni in cui i movimenti dei giocatori dipendono prevalentemente dalle zone del campo e dalla reciprocità degli stessi (dimensioni standard del campo 20x15m). La forma analitica più semplice è quella in cui il difensore si trova frontalmente e dentro un rettangolo dal quale non può uscire (vedi sotto).</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/1c1-semplice/" rel="attachment wp-att-12228"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12228" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/1c1-semplice-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Le forme più impegnative invece prevedono la libertà di movimento del difensore; in questi casi difensore ed attaccante vengono posizionati in parti diverse del campo in maniera tale stimolare movimenti specifici. Le poche esercitazioni globali a quest’età hanno prevalentemente carattere psicocinetico o sono abbinate a componenti <a href="http://www.mistermanager.it/l’utilizzo-del-gioco-delle-3-porte-per-lo-sviluppo-della-rapidita’">coordinative</a>/<a href="http://www.mistermanager.it/lutilizzo-dell1vs1-per-lo-sviluppo-della-rapidita/">condizionali</a>. Aspetto importante da sviluppare in maniera analitica in questa fascia d’età è la <span style="text-decoration: underline;">capacità di protezione della palla</span> (frapporre il corpo tra palla ed avversario).</p>
<p><strong>Esordienti (I°-II° media)</strong>: all’approccio globale/analitico delle età precedenti si aggiungono altri aspetti: le “finte” e “la difesa della porta”. La <span style="text-decoration: underline;">didattica delle finte</span> parte da esercitazioni senza avversario, per poi passare ad esercitazioni con avversario “passivo-attivo” per poi applicare le nozioni apprese nelle forme globali/analitiche dell’1c1. La difficoltà principale sta nell’applicazione dei movimenti in rapporto alle “distanze dinamiche” che si ritrovano nell’1c1 e nelle situazioni di gioco. <span style="text-decoration: underline;">La difesa della porta</span> invece è il primo passo della didattica della difesa. Appartengono a questa classe di esercitazioni tutti i mezzi in cui il difensore è impegnato nel difendere zona di campo (meta o porta) senza necessariamente rubare palla all’avversario (copertura) anche indirizzandolo verso porzioni di campo meno “pericolose” (vedi immagine sotto).</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/protezione-area/" rel="attachment wp-att-12229"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12229" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/protezione-area-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DUE  CONTRO  UNO  (2c1)</span></strong></p>
<p>Rappresenta la prima forma di collaborazione più semplice tra giocatori; è il primo passo per uscire dall’egocentrismo tecnico-tattico tipico dei primi anni della scuola calcio. Per questo motivo è opportuno iniziare questa didattica dalla categoria Pulcini.</p>
<p><strong>Pulcini (III°-V° elementare)</strong>: contrariamente all’1c1, è meglio proporre sin da subito <span style="text-decoration: underline;">esercitazioni a carattere analitico</span> (anche se molto semplici). Infatti, il <em>primo passo è quello di porre il giocatore in possesso palla (PP) in condizione di leggere/decidere l’opzione migliore tra il passare la palla o condurre/affrontare l’avversario in base alla situazione contingente</em>. Per facilitare questo processo inizialmente è necessario limitare il grado di libertà del difensore e del compagno in non possesso palla (NPP); vedi sotto.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/2c1-semplice/" rel="attachment wp-att-12230"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12230" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/2c1-semplice-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Successivamente si incrementeranno i gradi di libertà degli altri giocatori approfondendo l’aspetto dello smarcamento del giocatore in NPP (in particolar modo “ampiezza” e “sostegno”) in base alla situazione contingente.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/2c1-complesso/" rel="attachment wp-att-12231"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12231" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/2c1-complesso-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Questo tipo di didattica sarà da inserire in sedute di allenamento dedicate prevalentemente al Passaggio (quelle per l’1c1 sono da preferire in sedute dedicate alla Conduzione della palla) e la progressività didattica dovrà essere parallela ad alcuni aspetti dell’1c1 come la <em>protezione della palla</em> o la <em>difesa della porta</em> (per il difensore).</p>
<p><strong>Esordienti (I-II° media)</strong>: alla fine della categoria Pulcini tutti gli aspetti del 2c1 dovrebbero essere ben appresi a tal punto da non rendere necessario l’approfondimento di queste variabili nelle categorie successive se non per gli aspetti tattici specifici dei compartimenti di gioco (attacco in particolar modo) che solitamente vengono affrontati nelle categorie Giovanissimi/Allievi.</p>
<p><a href="http://www.mistermanager.it/scuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte/riassunto-3/" rel="attachment wp-att-12240"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12240" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/riassunto2-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p>Tabella riassuntiva delle “<strong><span style="text-decoration: underline;">Fasi sensibili</span></strong>” dello sviluppo delle abilità tattiche dell’1c1 e 2c1 nella scuola calcio.</p>
<p><strong><em>Autore dell’articolo: Melli Luca allenatore Scuola calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)</em></strong></p>
<div class="shr-publisher-12226"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fscuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte%2F' data-shr_title='Scuola+calcio%3A+dall%E2%80%991vs1+al+3vs2%2C+un+percorso+lungo+7+anni+%28prima+parte%29'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.mistermanager.it%2Fscuola-calcio-dall1vs1-al-3vs2-un-percorso-lungo-7-anni-prima-parte%2F' data-shr_title='Scuola+calcio%3A+dall%E2%80%991vs1+al+3vs2%2C+un+percorso+lungo+7+anni+%28prima+parte%29'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Roma Caput Mundi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Rotondaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; 4 goal fatti ed 11 subiti. E&#8217; questo il disastroso score dell&#8217;Inter nelle ultime quattro gare tra campionato e coppa italia. Le sette vittorie consecutive di qualche tempo fa sembrano ormai un lontano ricordo. Quale miglior momento invece per <a href="http://www.mistermanager.it/roma-caput-mundi/"><b>... leggi tutto</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center"><a href="http://www.mistermanager.it/roma-caput-mundi/borini-vs-inter/" rel="attachment wp-att-12261"><img class="size-medium wp-image-12261 aligncenter" src="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2012/02/Borini-vs-Inter-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><p><a href="http://www.mistermanager.it/roma-caput-mundi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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<p>4 goal fatti ed 11 subiti. E&#8217; questo il disastroso score dell&#8217;Inter nelle ultime quattro gare tra campionato e coppa italia. Le sette vittorie consecutive di qualche tempo fa sembrano ormai un lontano ricordo. Quale miglior momento invece per la Roma, per affrontare un&#8217;Inter incerottata senza i vari Sneijder, Forlan, Alvarez e Thiago Motta (ceduto al PSG) e senza lo spirito necessario a competere per la vittoria. Luis Enrique schiera una Roma d&#8217;attacco, possesso palla mostruoso, passaggi precisi e, ricordiamolo, quasi tutti di prima; un gioco &#8220;stile Barcellona&#8221; insomma, che produce il primo frutto al 10&#8242; quando Juan incorna di testa su un perfetto assist da corner di Totti. L&#8217;Inter prova timidamente a reagire con Milito ma Stekelenburg fa buona guardia. I nerazzurri non creano più di tanto e a fine primo tempo vengono di nuovo puniti, stavolta da Borini, abile a infilare sotto le gambe Julio Cesar. La ripresa si apre con la sostituzione di Pazzini (al suo posto Poli), scelta che ha certamente fatto discutere quella di Ranieri, il quale toglie una punta per un centrocampista e sinceramente, a quel punto della gara, è sembrata una mossa azzardata. Dopo soli quattro minuti infatti è ancora Borini che sigla il 3-0, con la difesa nerazzurra non esente di nuovo da colpe. La gara è virtualmente chiusa e non bastaqualche sprazzo d&#8217;orgoglio dell&#8217;Inter ad impensierire i capitolini, i quali invece col neo-entrato Bojan mettono il sigillo a quella che è stata una gara a senso unico.</p>
<p>Le sette vittorie consecutive in campionato sono ormai un lontano ricordo, Ranieri dovrà prendersi le sue responsabilità e ripartire. Appuntamento a domenica al &#8220;Meazza&#8221;, avversario il Novara. Ora non si può più sbagliare. Mai più.</p>
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