Fase tattica del possesso: quando iniziare nel settore giovanile (seconda parte)?

Nel precedente post abbiamo cercato di far comprendere quando è possibile iniziare la didattica del “possesso palla di squadra”; allo stesso tempo abbiamo approfondito la didattica introduttiva e anticipato come i mezzi essenziali per questo tipo di didattica siano i Giochi di Posizione e le Partite a tema.

Nel post odierno vedremo come applicare la progressione ideale step-by-step nei primi anni della categoria Pulcini. Ribadiamo sotto il concetto di Giochi di Posizione (comunque già approfondito nello step precedente):

possesso palla, pulcini, giochi di posizioneI Giochi di Posizione sono strutture simili ai Possessi palla, ma con il vincolo della posizione in fase di possesso palla. La squadra in possesso deve posizionarsi in maniera tale da occupare il rettangolo di gioco secondo i ruoli assegnati (nell’esempio della figura a fianco: 2 esterni bassi e 2 esterni alti)  per dare più opportunità di passaggio al possessore di palla. I jolly (detti anche “comodini”, posizionati solitamente nelle zone centrali) giocheranno con la squadra in possesso mantenendo una posizione tale da fornire i riferimenti per le giocate. La squadra in “non possesso” dovrà riconquistare la palla il più velocemente possibile concentrandosi nella zona della palla per poi mantenerne il possesso.

Per approfondire questo tipo di esercitazioni, consigliamo il testo di Oscar Cano (Il gioco di posizione del Barcellona. Concetto e allenamento), in cui viene riportata filosofia e metodi d’allenamento del Barcellona all’epoca di Pep Guardiola.

 

STEP NUMERO 1

GIOCHI DI POSIZIONE (GdP) con focalizzazione posizione dei JOLLY e smarcamento

Utilizzare pochi giocatori e un numero di Jolly pari a quello dei giocatori di ogni squadra è il modo più semplice per mantenere una densità di gioco adeguata e far comprendere ai giocatori i primi aspetti dello smarcamento. Proprio questo, sarà il primo aspetto su cui focalizzare la didattica: la comprensione dei concetti di “cono  d’ombra” e “zona luce” è fondamentale per passare alle fasi successive.

possesso palla

Nella figura sopra, è raffigurato un Gioco di Posizione estremamente semplice, in cui i giocatori Gialli sono i Jolly e disposti uno “alto” e uno “basso”: questi giocano con chi ha la palla e fungono da riferimento nella zona alta e bassa del campo. I blu, sfideranno i rossi: quando una delle 2 squadre entrerà in possesso palla, dovranno disporsi uno a destra e uno a sinistra e cercare di mantenere il possesso insieme ai Jolly. Nella figura sopra, il possesso è dei blu, che si dispongono in maniera tale da avere sempre un riferimento alto (jolly), uno basso (jolly) uno a destra (blu) e uno a sinistra (blu); i rossi dovranno cercare di conquistare la palla. Si contano i numeri di passaggi in possesso, e chi fa 5-8 passaggi ha un punto. In questa fase è importante concentrarsi almeno sul posizionamento dei jolly:

  • Alla riconquista della palla, far capire immediatamente che i jolly sono i primi riferimenti “alto” e “basso” a cui poter passare la palla.

Nel caso in cui si abbia a disposizione un numero maggiori di giocatori, è possibile eseguire un 3vs3 con 3 jolly.gioco di posizione

In questo caso (vedi immagine sopra), i jolly (gialli) sono disposti uno alto, uno basso e uno centrale; le squadre, in situazione di possesso, avranno un giocatore basso, uno a destra e uno a sinistra….simulando una sorta di 2-3-1 (propedeutica nel gioco a 7). Questa modalità di gioco (9 giocatori) è più impegnativa della precedente, e il Jolly nella parte centrale del campo dovrà essere in grado di effettuare movimenti e giocate orientate ai giocatori che si allargano maggiormente, perché (vista l’età) tenderanno sempre tutti ad accentrarsi.

 

STEP NUMERO 2

GdP con focalizzazione posizione dei JOLLY e dei GIOCATORI

Quando i Jolly avranno compreso l’importanza dell’ampiezza (o profondità, in base alla localizzazione in campo), l’allenatore potrà concentrare l’attenzione sugli altri giocatori in fase di possesso:

  • chi c’è a destra?”, “chi c’è a sinistra?”, saranno le frasi dell’allenatore che stimolerà la squadra con la palla, soprattutto durante la transizione positiva (riconquista della palla).

A questo punto si potrà anche ridurre il numero dei jolly e modificare il loro posizionamento: sotto è rappresentato un 3vs3+2jolly, con i 2 jolly (gialli) che giocano esterni, e i giocatori delle squadre posizionati (in fase di possesso) “alto”, “basso” e “centrale”.

pulciniOvviamente, rispetto allo step precedente la difficoltà è maggiore (ci sono meno jolly), ma nel caso in cui si abbiano comunque 9 giocatori, è possibile (mantenendo un 3c3+3jolly) incrementare le difficoltà nei modi seguenti:

  • Ridurre le dimensioni del campo.
  • Limitare i giocatori ad un massimo di 3 tocchi.
  • I Jolly non possono passarsela tra di loro.
  • Modulare (tramite l’incitazione) l’aggressività della squadra in non possesso

Ribadiamo che è importante concedere delle pause adeguate per verbalizzare gli errori e le scelte di gioco. Utilizzare gruppi più omogenei possibili.

 

STEP NUMERO 3

Partite a tema

Le partite a tema sono degli ottimi mezzi per verificare e consolidare gli elementi appresi durante gli allenamenti, perché presentano la possibilità di fare gol, e di conseguenza vanno particolarmente incontro alle esigenze motivazionali dei giocatori! Non solo, inserite immediatamente dopo il GdP (Giochi di Posizione) rappresentano un continuum didattico ideale. Per facilitare la stesura del testo, le abbiamo messe nel 3° step, ma possono essere inserite sin da subito (anche nel 1° step) come mezzo allenante finale dell’allenamento (o successivo ai GdP); importante è comprendere che queste vanno fatte quando i giocatori abbiano compreso almeno sommariamente il concetto di smarcamento e ampiezza. Ovviamente ne esistono di diversi tipi, alcuni dei quali riportiamo sotto:

partite a tema

  • GdP con possibilità di fare gol dopo un N° definito di passaggi: si utilizzerà, come di consueto, una porta per squadra, ma con la regola “chi si trova para”…cioè, tutti nella propria area possono prendere la palla con le mani (cioè sono possibili portieri). In questo modo, tutti i giocatori sono attivi (vedi figura sopra).
  • Partita 1-0: GdP in cui la squadra in vantaggio dovrà limitarsi a fare un possesso palla (le si può attribuire un ulteriore gol dopo 10-15 passaggi), mentre la squadra in difetto potrà fare gol immediatamente dopo aver conquistato la palla. Possibile aggiungere la regola “chi si trova para”.
  • Porte centrali o esterne: mantenendo una delle regole sopra (“gol dopo N° di passaggi” o “Partita 1-0”) è possibile utilizzare porte piccole centrali o a fondocampo.
  • GdP con obbligo di passaggio al portiere in transizione positiva: in questo caso si impone l’obbligo di iniziare l’azione ogni volta dall’impostazione del portiere dopo avergliela passata in transizione positiva (riconquista della palla).

DIALOGO E VERBALIZZAZIONE

ssgSecondo Massimo De Paoli, 8 parole chiave possono considerarsi il numero ideale per la costruzione tattica (in fase di possesso) del giocatore di calcio. Per questo è necessario cominciare sin da questi step ad utilizzare i termini che possano aiutare i giocatori a facilitare il gioco. Probabilmente nei primissimi anni della scuola calcio, la chiamata della palla (tramite il nome del compagno), è l’unico modo attraverso il quale comunicano. Ma a questo punto della didattica è fondamentale che l’allenatore faccia capire (ovviamente tramite rinforzi e verbalizzazioni durante le esercitazioni) che “il giocatore può vedere con gli occhi del compagno”, cioè avere informazioni sulla situazione di gioco tramite le parole chiave codificate e riconosciute da tutta la squadra. A mio parere, “uomo”, “solo” e “sostegno” possono essere 3 termini che nell’arco di diversi mesi possono essere interiorizzati:

  • Sostegno”: è probabilmente il termine più funzionale da apprendere, perché aiuta il compagno a capire che c’è la possibilità del “passaggio dietro” nel caso in cui sia in difficoltà. Lo stimolo dei giovani calciatori è quello di portare sempre la palla in avanti, quindi il concetto di “sostegno” parte prima di tutto da un cambiamento di attitudine.
  • Uomo”: è la classica situazione in cui si riceve la palla spalle alla porta e c’è la pressione diretta dell’avversario.
  • Solo”: la condizione è la stessa di sopra, ma senza la pressione diretta di avversari.

Ovviamente le parole chiave utilizzate non devono essere necessariamente le stesse (ho descritto quelle che utilizzo io), in quanto tutte le forme di dialogo “costruttive” sono fondamentali, non solo per facilitare le giocate, ma anche per rafforzare l’appartenenza al gruppo. La base di tutto questo è l’empatia che trova terreno fertile quando c’è entusiasmo e condivisione delle emozioni in partita ed allenamento.

CONCLUSIONI

SCHEMA

Abbiamo diviso in 3 step la didattica iniziale del “possesso palla di squadra”. Nel primo abbiamo utilizzato i GdP (Giochi di Posizione) con focalizzazione della posizione dei Jolly; nel secondo (sempre con GdP) abbiamo focalizzato l’attenzione anche sugli altri giocatori e infine abbiamo descritto l’introduzione delle Partite a tema per rendere il tipo di lavoro il più aderente possibile alle situazioni di gioco. Premetto che le indicazioni che ho dato sono frutto della mia personale esperienza, e rappresentano una strada per raggiungere l’obiettivo; ovviamente non è l’unica “strada”, ma quella nella quale mi sono trovato sempre meglio. Questo tipo di esercitazioni sono impegnative (dal punto di vista concettuale), ma devono essere allo stesso tempo gratificanti, al fine di motivare al massimo i giocatori; inoltre, non avendo sempre a disposizione il numero di giocatori ideali, a volte è necessario modificare alcuni aspetti dell’esercitazione, tenendo conto che per renderla più impegnativa è sufficiente:

  • Ridurre il N° di Jolly o incrementare quello dei giocatori.
  • Ridurre le dimensioni del campo
  • Limitare i giocatori ad un massimo di 3 tocchi.
  • I Jolly non possono passarsela tra di loro.
  • Modulare (tramite l’incitazione) l’aggressività della squadra in non possesso

Viceversa se si vuole semplificare l’esercitazione. Sotto riportiamo altri mezzi con finalità allenante similare, ma senza l’utilizzo dei Giochi di Posizione

Non abbiate timore, nei commenti, di portare il vostro esempio e la vostra esperienza..o anche semplicemente sottoporre quello che abbiamo scritto a critiche costruttive; sarà di utilità a tutti.

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Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960  (melsh76@libero.it)

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