Esercitazione di possesso palla condizionato

lavagna

Questa è una semplice ma completa esercitazione che può essere modificata a seconda del modulo con cui si gioca e dalla fantasia dell’allenatore.

L’esercizio si può sviluppare in metà o trequarti di campo e servono dieci giocatori un pallone ed un portiere (non indispensabile).

Si schiera la squadra con il modulo adottato in direzione della porta difesa dal portiere, nell’esempio useremo un classico 4-4-2. Dobbiamo mettere dei vincoli  per definire il possesso palla, per esempio: due tocchi obbligatori (ricezione e passaggio), passaggio sempre al compagno più vicino, un tocco con la squadra che lavora stretta e corta, il pallone viaggia solo rasoterra, ecc..

L’esercitazione inizia con il portiere che rinvia lungo sulla linea di difesa (se non c’è il portiere lo fa l’allenatore), il primo compito dei difensori è quello di mettere a terra il pallone e dare inizio al possesso palla, bisognerà curare l’uscita del difensore sul pallone e la copertura degli spazi dei difensori senza palla a seconda delle proprie idee a riguardo.

Durante la fase di possesso palla la squadra si muove compatta in verticale ed orizzontale, bisognerà quindi curare le distanze fra i reparti e fra i giocatori che li compongono, importante tenere tutti i giocatori in movimento sollecitando il loro livello di attenzione, durante il possesso palla il pallone deve circolare in modo veloce e ritmico. A questo punto si possono inserire dei movimenti offensivi finalizzati al gol che l’allenatore deve precedentemente spiegare alla squadra, importante è dare dei nomi di riconoscimento per ogni singolo movimento (io normalmente utilizzo i numeri). Vi faccio alcuni esempi:

  • movimento n.1: quando l’allenatore chiama ‘1’ (fondamentale è il cambio di marcia/velocità della giocata rispetto al possesso palla) il giocatore con la palla cerca immediatamente una delle due punte (importante il movimento della punta che vuole il pallone verso il compagno in possesso della palla, mentre l’altra punta si muove in ampiezza creando spazio per eventuali inserimenti, solitamente è la punta più vicina alla palla ad uscire in ricezione) la punta che riceve scarica di prima intenzione su uno dei due centrali di centrocampo il quale manderà in profondità l’esterno alto che nel frattempo sarà scattato verso il fondo per crossare (anche qui si possono dare delle indicazioni sullo svolgimento dell’azione, per esempio quando la palla è giocata dal centrocampista centrale di destra l’azione si svolge a destra o viceversa, ecc.), prima che parta il traversone la squadra si deve disporre in fase offensiva come da istruzioni precedentemente date dall’allenatore (per esempio: la punta che è andata in ampiezza taglia verso il secondo palo, l’altro attaccante punta il primo palo, il centrocampista centrale che non ha fatto la giocata va verso il dischetto mentre l’altro centrocampista centrale presidia la zona della lunetta, l’esterno alto opposto al crossatore taglia verso il vertice dell’area di rigore. i due centrali di difesa salgono fino a metà campo, l’esterno basso opposto al cross sale coprendo la zona esterna fuori dall’area, l’altro esterno basso sale a trequarti stringendo, come sempre è importante dare spazio alle proprie personalizzazioni), finalizzare quindi l’azione con il gol (in questa fase mi piace caricare la squadra per far si che il movimento si concretizzi rapidamente in gol). La squadra deve quindi rapidamente risistemarsi nella posizione dettata dal modulo scelto per recuperare il pallone rinviato dal portiere e riprendere il possesso palla in attesa di un’altra chiamata dell’allenatore.

 

  • movimento n.2: quando l’allenatore chiama ‘2’ (fondamentale è il cambio di marcia/velocità della giocata rispetto al possesso palla) il giocatore con la palla cerca immediatamente una delle due punte (importante il movimento della punta che vuole il pallone verso il compagno in possesso della palla, mentre l’altra punta si muove in ampiezza creando spazio per eventuali inserimenti, solitamente è la punta più vicina alla palla ad uscire in ricezione) la punta che riceve scarica di prima intenzione su uno dei due centrali di centrocampo il quale manderà in profondità l’esterno basso che nel frattempo sarà scattato in sovrapposizione verso il fondo per crossare (anche qui si possono dare delle indicazioni sullo svolgimento dell’azione, per esempio quando la palla è giocata dal centrocampista centrale di destra l’azione si svolge a destra o viceversa, ecc.), prima che parta il traversone la squadra si deve disporre in fase offensiva come da istruzioni precedentemente date dall’allenatore (per esempio: la punta che è andata in ampiezza taglia verso il secondo palo, l’altro attaccante punta il primo palo, il centrocampista centrale che non ha fatto la giocata va verso il dischetto mentre l’altro centrocampista centrale presidia la zona della lunetta, l’esterno alto opposto al crossatore taglia verso il vertice dell’area di rigore, l’altro esterno alto si abbassa coprendo la sovrapposizione del compagno, i due centrali di difesa salgono fino a metà campo, l’esterno basso opposto al cross sale coprendo la zona esterna fuori dall’area, come sempre è importante dare spazio alle proprie personalizzazioni), finalizzare quindi l’azione con il gol (in questa fase mi piace caricare la squadra per far si che il movimento si concretizzi rapidamente in gol). La squadra deve quindi rapidamente risistemarsi nella posizione dettata dal modulo scelto per recuperare il pallone rinviato dal portiere e riprendere il possesso palla in attesa di un’altra chiamata dell’allenatore.

 

  • movimento n.3: quando l’allenatore chiama ‘3’ (fondamentale è il cambio di marcia/velocità della giocata rispetto al possesso palla) il giocatore con la palla cerca immediatamente una delle due punte (importante il movimento della punta che vuole il pallone verso il compagno in possesso della palla, mentre l’altra punta si muove in ampiezza creando spazio per eventuali inserimenti, solitamente è la punta più vicina alla palla ad uscire in ricezione) la punta che riceve scarica di prima intenzione su uno dei due centrali di centrocampo che rapidamente controllerà il pallone per andare al tiro, anche qui la squadra si deve disporre in fase offensiva come da istruzioni precedentemente date dall’allenatore (per esempio: movimento ad incrociare delle punte alla ricerca dell’ampiezza, il centrocampista centrale che non va al tiro copre il compagno , i due esterni alti si muovono in verticale per attirare su di se l’attenzione, i due centrali di difesa salgono fino a metà campo, i due esterni bassi salgono sulla trequarti stringendo, come sempre è importante dare spazio alle proprie personalizzazioni), finalizzare quindi il tiro con il gol (in questa fase mi piace caricare la squadra per far si che il movimento si concretizzi rapidamente in gol). La squadra deve quindi rapidamente risistemarsi nella posizione dettata dal modulo scelto per recuperare il pallone rinviato dal portiere e riprendere il possesso palla in attesa di un’altra chiamata dell’allenatore.

 

  • movimento n.4: quando l’allenatore chiama ‘4’ (fondamentale è il cambio di marcia/velocità della giocata rispetto al possesso palla) il giocatore con la palla cerca immediatamente una delle due punte (importante il movimento della punta che vuole il pallone verso il compagno in possesso della palla, mentre l’altra punta si muove in ampiezza creando spazio per eventuali inserimenti, solitamente è la punta più vicina alla palla ad uscire in ricezione) la punta che riceve scarica di prima intenzione su uno dei due centrali di centrocampo che rapidamente con un filtrante manda in porta l’altro centrale di centrocampo che si sarà tempestivamente inserito, anche qui la squadra si deve disporre in fase offensiva come da istruzioni precedentemente date dall’allenatore (per esempio: movimento ad incrociare delle punte alla ricerca dell’ampiezza, il centrocampista centrale che fa la gioca copre l’inserimento del compagno, i due esterni alti si muovono in verticale per attirare su di se l’attenzione, i due centrali di difesa salgono fino a metà campo, i due esterni bassi salgono sulla trequarti stringendo, come sempre è importante dare spazio alle proprie personalizzazioni), finalizzare quindi l’azione con il gol (in questa fase mi piace caricare la squadra per far si che il movimento si concretizzi rapidamente in gol). La squadra deve quindi rapidamente risistemarsi nella posizione dettata dal modulo scelto per recuperare il pallone rinviato dal portiere e riprendere il possesso palla in attesa di un’altra chiamata dell’allenatore.

L’esercitazione che vi ho proposto può essere utilizzata con tempi di lavoro da 10 a 20 minuti, naturalmente più si riesce a tener alta l’intensità e la padronanza dei movimenti e più diventa allenante, io la utilizzo anche nel riscaldamento pre partita lasciando le chiamate ad un giocatore. Spero che quanto vi ho proposto possa risultarvi utile ed interessante.

Buon calcio e buon lavoro.

 

 

2 Responses to Esercitazione di possesso palla condizionato

  1. umberto decesari scrive:

    molto interessante ,buona l idea di numerare le giocate

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