Calze compressive: quali scegliere?

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4 Anni fa scrissi il mio primo articolo sulle calze compressive; nel 2012 gli studi sull’argomento erano ancora agli albori (infatti era stata fatta una sola Review scientifica), ma l’utilizzo di questi indumenti era già estremamente diffuso. Oggi gli approfondimenti scientifici sono aumentati, e anche l’evidenza (cioè le conclusioni tratte dal largo utilizzo di questi prodotti) ha portato a conoscere meglio gli effetti delle calze compressive. In questo post cercheremo quindi di fornire linee guida sull’utilizzo di questi prodotti e aiutare il runner a scegliere quelli che sono i prodotti migliori. Come abbiamo fatto per il Fartlek mp3, il primo paragrafo lo dedicheremo ai risvolti scientifici, per poi stabilire le linee guide sull’utilizzo e scelta di questi prodotti.

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EVIDENZE SCIENTIFICHE

Se nel 2012 le rilevanze scientifiche erano inconsistenti, oggi sono ancora modeste, in quanto esistono tante, troppe variabili (materiali, tipi di pressione, tipo di sforzo, lunghezza periodo considerato per l’utilizzo, assuefazione, ecc.) da analizzare. Ricordiamo che “affinchè la ricerca possa dare risposte certe” sono necessari tantissimi studi; in altre parole, per poter fare considerazioni definitive in materia, servono diverse ricerche per ognuna delle variabili indicate sopra. In ogni modo, qualcosa di significativo oggi emerge, e la Review di Engel e coll 2016 fornisce importanti indicazioni che riportiamo sotto:

infograficaEffetti di maggior rilevanza statistica

  • Riduzione del livello di infiammazione ed accumulo di cataboliti se indossati dopo lo sforzo
  • Riduzione del dolore/fastidio post esercizio se indossati dopo lo sforzo (probabilmente dovuto alla riduzione dell’infiammazione)

Effetti di minor (o non significativa) rilevanza statistica

Ricordiamo che miglioramenti della performance su distanza di gara (dai 400m alla maratona) non sono mai stati provati in misura statisticamente significativa, ma di alcuni parametri che influenzano la performance invece si, come:

  • Miglioramento dell’Economia di Corsa (che si può paragonare al consumo litri/Km di un’auto).
  • Riduzione della percezione della fatica e del fastidio nei polpacci mentre si corre.
  • Miglioramento della circolazione, assistendo l’effetto “pompa venosa” dei polpacci.

Questi risultati probabilmente sono il frutto del fatto che l’efficacia sia estremamente soggettiva, cioè è probabile che per alcuni soggetti l’effetto sia particolarmente significativo, mentre per altri sia nullo. Ciò è testimoniato dal fatto che diverse persone che utilizzano questi prodotti, una volta provati, continuano ad utilizzarli percependone un beneficio.

Ma quali possono essere le variabili che inducono un runner ad avere più benefici rispetto ad un altro?

Sostanzialmente sono 2:

Immagina tratta dal libro: MOVIMENTO di G. Betti, A. Castellani e R. Piga

Immagina tratta dal libro: MOVIMENTO di G. Betti, A. Castellani e R. Piga

  • La prima sono le caratteristiche neuromuscolari; nei 3 articoli dedicati alle vibrazioni/oscillazioni (prima, seconda e terza parte), abbiamo visto come soggetti con qualità neuromuscolari inadeguate presentino fenomeni vibratori muscolari eccessivi, che tendono ad inibire l’oscillazione (cioè la risposta elastica). Semplificando: le vibrazioni muscolari indotte dall’appoggio del piede al suolo stimolano la risposta elastica, ma quando le vibrazioni sono eccessive (cioè per soggetti con qualità neuromuscolari inadeguate), tendono ad inibire l’elasticità. In questi casi, la compressione del ventre muscolare (con le calze) aiuta a ridurre le vibrazioni e quindi a percepire un minor disagio/fatica.
  • La seconda condizione nella quale può esserci un beneficio nell’indossare le calze compressive, è per quei soggetti che presentano un precoce affaticamento dei polpacci mentre corrono. Il miglioramento della circolazione indotto dall’utilizzo di queste calze, può aiutare a smaltire i cataboliti che inducono la fatica nei soggetti con livelli di forza e resistenza muscolare inadeguata.

pompa muscolare

Com’è possibile intuire, in entrambi i casi citati sopra, l’utilità è riferita a situazioni in cui le componenti di forza, stiffness o resistenza muscolare locale dei polpacci sono inadeguate. Infatti, è estremamente raro vedere Top Runner (cioè soggetti adeguatamente allenati, anche dal punto di vista neuromuscolare) che utilizzano queste calzature. Questi prodotti sono spesso indossati invece da Trailer amatori (perché le sollecitazioni delle discese e la lunghezza di queste gare sollecitano particolarmente i polpacci) e in alcuni casi da saltatori/triplisti (per ridurre in parte le vibrazioni). Queste considerazioni dovrebbero portare alla luce alcune lacune metodologiche dell’allenamento amatoriale, che spesso porta a trascurare le componenti neuromuscolari del movimento. Da qui è possibile comprendere come l’utilizzo degli indumenti compressivi, può portare (solo nei casi citati sopra) un vantaggio minimo, che non va comunque a colmare grosse lacune neuromuscolari che, se presenti, incrementano il rischio di infortuni.

immagine 2Per questo motivo, la cura dell’allenamento muscolare nelle varie forme (dedicato alla Forza e alla Velocità) è essenziale per ridurre il rischio di infortuni, migliorare le prestazioni e percepire minore fatica mentre si corre. Questo tipo d’allenamento non deve essere necessariamente essere fatto con i “pesi”, ma è gestibilissimo anche con mezzi allenanti effettuati di corsa; a questo link potete scaricare un Documento sull’argomento e, alla fine del quale, trovare altri link su mezzi
prevalentemente orientati alla Forza, Velocità o misti.

ANALISI DEI PRODOTTI PRESENTI IN COMMERCIO

Una volta analizzati i possibili benefici, è il momento di fornire le dritte sulla scelta dei prodotti. Infatti ogni marca di abbigliamento sportivo ormai presenta almeno un prodotto di questo tipo; ma  quali sono i prodotti migliori? Su quali parametri ci si deve focalizzare quando si comprano queste calze? Partiamo dal presupposto che non esiste una struttura terza che analizza le caratteristiche dei prodotti (come avviene per le scarpe con http://www.runningwarehouse.it/), quindi dovremo basarci sulle indicazioni date dalle case produttrici e sui commenti presenti sul web. Valuteremo i prodotti in base a:

  • Trasparenza e caratteristiche esposte nei siti delle case produttrici
  • Materiali utilizzati: ricordiamo che lo standard ideale è il 75% di Poliammide (detto anche Nylon) e il 25% di Elastane (detto anche Spandex). Al posto del Poliammide a volte è utilizzato il Poliestere, che è meno resistente e conferisce minor durata al prodotto.
  • Distribuzione dei gradi di pressione “dichiarata” nelle varie zone del polpaccio (in mmHg)
  • Rapporto qualità/prezzo
  • N° di taglie disponibili
  • Commenti online dei podisti

compressport, bv sport e calze CEPPer evitare di rendere troppo complesse le disamine, non andremo ad analizzare i dettagli riferiti alla termoregolazione e alla presenza o meno della parte terminale del calzino.

In base ai dati presenti on-line e ai commenti sui vari siti, nella compressionetabella sopra riportiamo 3 prodotti che rappresentano il Top di Gamma. Sicuramente i Booster della BV Sport sono stati i precursori di questi prodotti in ambito sportivo (prima esistevano solamente le calze a compressioni medicali per le vene varicose), che per primi hanno introdotto la compressione progressiva (bassa alla caviglia ed elevata sul muscolo del polpaccio).  Infatti fino ad allora, questo tipo di calze avevano una compressione graduata (elevata alla caviglia e bassa sul polpaccio, vedi immagine a destra) e per diversi anni solo quelle della BV Sport mantennero quella progressiva. Negli ultimissimi anni, ci si è resi conto che la quella progressiva (cioè elevata sul polpaccio) era il tipo di compressione ideale, perché in questo modo c’era una parziale riduzione delle eventuali vibrazioni in eccesso (che si sviluppano all’altezza del polpaccio e non a livello della caviglia). Di conseguenza anche le Compressport e le Calze CEP hanno “portato verso l’alto” (cioè verso il polpaccio), il punto di compressione maggiore, utilizzando anche valori di pressioni maggiori (30 mmHg, contro i 20 mmHg delle BV Sport).

Ma quale, dei 3 prodotti consigliamo?…..ovviamente dipende molto dalle esigenze!

  • Per chi non le hai mai provate, consiglio le BV Sport, perché hanno una pressione non troppo elevata e 6 taglie a disposizione. Infatti, già nel 2011, Ali e coll video come una pressione superiore ai 23 mm Hg poteva recare un disagio a chi non le aveva mai utilizzate.
  • Per chi le usasse da diverso tempo e avesse la sensazione di poter beneficiare di una pressione maggiore, allora potrebbe provare le Calze CEP o le Compressport.

correre

CONCLUSIONI

Attualmente (rispetto a qualche anno fà) si conosce qualcosa di più sull’effetto di questi prodotti, ma si è ancora lontano dal poter fare considerazioni definitive. È estremamente probabile, che l’efficacia delle calze compressive sia estremamente soggettiva; infatti si può ipotizzare che runner con scarsi livelli di forza muscolare nei polpacci, o poca resistenza all’affaticamento in questi muscoli possano trarne più benefici di altri. Se da un lato questi prodotti possono dare un minimo di “supporto” alla muscolatura, è evidente come rappresentano un campanello d’allarme sulle lacune delle qualità neuromuscolari degli amatori, da colmare, per avere una corsa più efficace. Le Booster della BV Sport rappresentano probabilmente il giusto compromesso tra qualità e compressione (soprattutto per chi non ha mai usato questi prodotti), ma per chi volesse provare calze di altrettanta qualità (ma pressione maggiore), consigliamo le Calze CEP o le Compressport. Per quanto riguarda invece l’utilità di queste nella pratica del recupero (cioè quella che ha ricevuto maggior significatività statistica), credo che le differenze tra i 3 prodotti sia minima, quindi in questo caso sono da preferire le BV Sport o le Calze CEP perché utilizzano la Poliammide (e non Poliestere) che ha una maggior resistenza.

Autore: Melli Luca, istruttore atletica leggera GS Toccalmatto (melsh76@libero.it)

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