In Francia, la Ligue 1 per la stagione 2019/2020 non ripartirà. E in Italia?
Che ne sarà delle competizioni, tra campionati e Coppe? Quali conseguenze sta avendo e potrebbe avere, per il futuro, l’emergenza Coronavirus nel mondo del calcio?
Ci saranno ancora i tanto contestati ingaggi e stipendi principeschi per i calciatori – almeno per alcuni di loro – oppure tutto potrebbe essere ridimensionato?
E quale destino si prospetta per tutte quelle realtà lavorative che gravitano attorno, basti pensare ai dipendenti e collaboratori delle società sportive, dagli impiegati ai magazzinieri, per non parlare delle emittenti tv?
Abbiamo cercato di capire questo e molto altro insieme con Claudio Damiani, Football Scout Analyst per il Chelsea in Italia, che abbiamo intervistato, in esclusiva, in conference-call.
Segui l’intervista cliccando qui.
di Mauro Mirko Masoni
Area Scouting U.S. Cremonese (fonte: Mirko Masoni)
Non ha senso guardare un numero spropositato di partite se non si possiede un metodo consolidato di archiviare le informazioni. Osservando almeno un paio di partite al giorno, (Art. Almeno due partite al giorno leggi qui) il cervello deve elaborare una serie di informazioni che sarà portato nel tempo a dimenticare.
Tra la prima partita di lunedì e la seconda partita di venerdì c’è un intervallo di otto partite e, per quanto si possa avere una memoria di ferro, per ogni match che si osserva si cercano di cogliere le caratteristiche di 22 giocatori, per cui ne deriva l’urgenza di scrivere qualcosa al novantesimo dopo ogni partita.
Dopo molti anni che utilizzo questo metodo, credo di poter dire che lo scrivere i miei appunti a partita terminata possa rivelarsi davvero il segreto. Ovviamente, il dato di fatto è la conoscenza dei propri limiti ed io, il massimo delle partite che riesco a seguire senza scrivere relazioni è due. L’eccezione che mi consente di derogare al metodo, è quando devo seguire nella stessa giornata più volte una squadra che gioca con la stessa formazione la partita successiva o che, varia al massimo uno o due uomini (e allora vado a scrivermi due righe sul o sui giocatori che non giocheranno, in modo che il tempo non ne cancelli il ricordo).
Ci possono essere vari report che possono essere scritti e possono essere varie le richieste del responsabile dell’area tecnica o del direttore sportivo: nelle fasi cruciali del mercato si possono creare situazioni che possono rappresentare un’opportunità per la società, come la possibilità di uno scambio di giocatori, oppure il poter acquistare un giocatore a cui si avvicina la scadenza del contratto che viene offerto dal procuratore: in questo caso il calciatore va relazionato immediatamente e va scritto un report sulle caratteristiche fisiche e tecniche possibilmente che risponda a criteri di oggettività, con un giudizio finale che deve sintetizzare, ma soprattutto, deve evidenziare la soggettività dell’osservatore che deve dare il proprio giudizio. A costo di sbagliare, bisogna esprimere un parere.
La stessa modalità nello scrivere relazioni deve avvenire quando l’osservatore ha visto un giocatore che lo ha colpito e vuole segnalarlo al responsabile dell’area tecnica: alla parte descrittiva delle caratteristiche fisiche e tecniche con criteri oggettivi, segue il giudizio dove si evidenziano le qualità che hanno convinto lo scout a scrivere una relazione “spontanea”, cioè non richiesta, ma che deriva da un’iniziativa personale – lo scout oltre al lavoro che gli viene assegnato, deve cercare di vedere altre partite di altri campionati per evitare il rischio di appiattirsi. In questo modo può “notare” altri giocatori e se ci crede davvero, segnalarli.
Potrebbe anche bastare una telefonata per tessere le lodi di un giocatore, se il rapporto con il direttore sportivo o il responsabile scouting è diretto, ma bisogna sempre scrivere e mandare una mail perchè il dirigente potrebbe essere impegnato o potrebbe dimenticare il suggerimento, unicamente perché in quel momento ha altre priorità o urgenze da gestire.
Oltre al report sul singolo calciatore è pratica solita nelle squadre di calcio più blasonate l’assegnazione di campionati allo scout che poi deve inoltrare i risultati del suo lavoro. C’è da guardare da un minimo di 10-12 squadre (come per la Super League Svizzera o la Bundesliga Austriaca) a 20-22 come alcune serie B Europee o addirittura, 30 compagini come è accaduto qualche anno fa per il Campionato Argentino.
Ecco perché è fondamentale scrivere le proprie sensazioni subito dopo la visione di ogni match, come è determinante scrivere le formazioni prima della visione di una qualsiasi gara, corredate da moduli di gioco di entrambi i team fornite dal provider delle immagini: la prima cosa che faccio è vedere la fedeltà del modulo rispetto alle informazioni assunte, per poi cominciare a memorizzare i numeri di maglia.
Dato il metodo generico, l’interpretazione diventa personale: io ho una memoria fotografica che abbisogna della scrittura su carta per svilupparsi al meglio. Le varianti sono ben accette purchè arrivino al risultato finale.
La storia delle scommesse in Italia è abbastanza recente. Oggi, in tempi di betting online, è anche difficile ricordare di quando i giocatori italiani non potevano scommettere legalmente sugli eventi sportivi. A loro disposizione vi erano i concorsi a pronostico, come il Totocalcio con la famosa schedina e 13 partite di serie A e B da indovinare.
La prima scommessa legale in Italia, risale al 1998, in particolare a una partita dei Mondiali di Francia. L’evento, passato alla storia, come il primo su cui è stato possibile scommettere legalmente, era Italia-Norvegia, finita 1 a 0. Dalla fine degli anni Novanta ad oggi, il settore del betting si è molto evoluto. La svolta si è avuta con il Decreto Direttoriale 128 del 31 maggio 2002, che ha permesso di raccogliere le giocate a distanza. E così dalle scommesse in agenzia si è passati alle scommesse raccolte prima al telefono e poi sul web. Un’ulteriore evoluzione del mondo delle scommesse c’è stata nel 2013, quando sono state introdotte anche sul territorio italiano, le scommesse sugli sport virtuali AAMS.
In Italia ormai si può scommettere su tutto, e anche il betting exchangeè legale. Ma il settore è ben regolamentato, e si può scommettere lecitamente soltanto nelle agenzie presenti sul territorio, e sui siti web, di operatori con regolare concessione AAMS. Le agenzie di scommesse sono locali in cui è possibile scommettere legalmente, in genere hanno il brand di un operatore specifico. Pertanto propongono quote e sistemi di scommesse, stabiliti da tale operatore, a livello nazionale. Sul territorio sono anche presenti dei cornerper le scommesse, ossia dei punti dedicati alle scommesse, all’interno di locali in cui si svolgono altre attività.
In molte localitàil gioco d’azzardo sul territorio è regolato da interventi regionalio comunali. In questi casi viene stabilita una distanza minima delle attività che offrono gioco d’azzardo dai luoghi sensibili. Questa distanza minima, può variare dai 300 agli 800 metri, e riguarda anche le agenzie di scommesse. I luoghi sensibili sono scuole, ospedali, luoghi di culto, luoghi di aggregazione giovanile, ospedali, bancomat, etc.
Scommettere all’interno delle agenzie del territorio è perfettamente legale, a patto che si abbia la maggiore età. Impedire ai minorenni di piazzare delle scommesse nella propria agenzia dovrebbe rientrare tra i doveri dei gestori. Il fatto che questa tipologia di gioco d’azzardo sia legale, è legata alla concessione per operare come bookmaker in possesso degli operatori. Chi riceve una concessione dall’AAMS, viene sottoposto a verifiche controlli continui.L’apertura di agenzie di scommesse in genere viene fatta in regime di franchising. In questo modo chi opera sul territorio lo fa utilizzando la concessione dell’operatore della casa madre. Chiedere una concessione propria all’AAMS, richiederebbe infatti tempi e costi davvero notevoli.
Tra i concessionari che offrono scommesse AAMS presenti in Italia vi sono nomi molto conosciuti al grande pubblico, come ad esempio Lottomatica, Sisal e Snai. Lottomatica ha circa 1500 punti vendita e agenzie dedicate alle scommesse con il nome di “Better”. Snaitech, meglio conosciuta come “Snai”, ha 1600 punti vendita dedicati alla raccolta delle scommesse. Sisal può vantare una rete di bookmaker con il nome di “Sisal Matchpoint” fatta di 500 agenzie e 1000 corner. Tra i nomi più popolari segnaliamo anche Eurobet, presente sul territorio italiano con 900 punti di raccolta.
Tutti questi operatori oltre ad essere molto radicati sul territorio e a permettere tutte le tipologie di scommesse sportive legali in Italia, sono anche presenti sul web. La presenza online dei vari bookmaker è fondamentale, dato che si tratta di un settore che non conosce crisi. Il betting online infatti mostra, nel corso del tempo, una crescita del volume di giocate costante. I dati della raccolta online sono positivi anche quando le scommesse sul territorio mostrano delle flessioni.
di Mauro Mirko Masoni
Area Scouting U.S. Cremonese (fonte: mirkomasoni.com)
Sono ormai otto anni che mi dedico alla visione di partite di calcio internazionale e guardo almeno un paio di partite al giorno. Facendo due calcoli, fanno una quindicina di partite a settimana, che sono una sessantina al mese e più o meno, volendo fare un numero tondo, circa settecento in un anno. Ovviamente parlo di partite a video, perché un osservatore dedica tempo anche alla visione di partite dal vivo che rappresentano una parte fondamentale di questo lavoro.
Mantenere per difetto questa stima mi ha consentito di costruirmi un archivio importante, ma soprattutto, mi ha permesso di sviluppare una sensibilità nel riconoscere giocatori che prima del 2012, quando ho continuato a fare scouting ma con il supporto del video, non possedevo.
I numeri di cui parlo permettono di acquisire ottime informazioni già dopo un anno e di cominciare ad avere un buon archivio, ma soprattutto regalano quella sensibilità cui accennavo prima che, con il tempo, diventa puro istinto, ovvero la possibilità di “intercettare un giocatore di prospettiva” immediatamente dopo pochi minuti di immagini. La ripetizione del tempo di certi comportamenti viene immagazzinata dal cervello e fatta propria: esattamente quello che accade dopo aver analizzato un congruo numero di partite e aver cercato talune caratteristiche codificate a priori per ogni ruolo.
La grande quantità di partite viste permette di diventare maggiormente qualitativo e, riflettendo, due partite osservate con il tempo effettivo fanno due ore circa. Non tantissimo, anche se bisogna aggiungere il tempo che serve per raccogliere le informazioni prima del match e quello, subito dopo il termine della partita, che serve per raccogliere i propri pensieri e scriverli.
E’ possibile che all’inizio lo scrivere le proprie sensazioni post match richieda molto tempo, sia per la desuetudine alla scrittura, sia per la mancata abitudine di condensare in parole le risultanze del campo. Sarà importante scegliere un criterio oggettivo di scrittura, in modo che quando a distanza di mesi o di anni si andrà a rileggere il report che si è scritto, le informazioni avranno sempre una valenza attuale e saranno chiaramente identificate per essere utilizzate.
Per chi ama il calcio, guardare due partite al giorno non può rappresentare un sacrificio e diventerà una piacevole abitudine a cui non dover rinunciare, anche perché ci saranno momenti in cui bisognerà consegnare dei lavori e bisognerà pigiare sull’acceleratore, per cui, due partite al giorno non basteranno.
Piccolo consiglio a margine: nello svolgimento di un lavoro assegnato, bisognerebbe dedicare del tempo a vedere campionati differenti in modo da evitare il rischio di appiattirsi e avere metri di valutazione sempre differenti (velocità di esecuzione della giocata, fisicità dei giocatori, differenti interpretazioni dei moduli di gioco).
Anche per gli scommettitori più accaniti è oramai difficile rimanere al passo con le molte novità introdotte ogni settimana nel mondo delle scommesse sportive soprattutto per quanto riguarda il settore online con la sua continua ricerca di espansione e innovazione.
Una tipologia di puntata diventata molto popolare nell’ultimo periodo è quella definita Over ed in particolare la giocata Over 1.5.
Importante: mistermanager.it è un sito di formazione, pertanto i contenuti del sito non rappresentano un incentivo al gioco d’azzardo né tantomeno costituiscono forma di pubblicità, come indicato dall’AGCOM nelle Linee Guida (allegate alla delibera 132/19/CONS).
Se hai meno di 18 anni e sei uno scommettitore con problemi di gioco abbandona subito questa pagina!

Quando si parla di puntata Over, si vuole andare a scommettere sulla quantità dei gol segnati durante una determinata partita. Quando si scommette sull’Over, si presume che verranno segnati più gol di quelli indicati dal valore prestabilito. Nel caso specifico dell’Over 1.5, il valore prestabilito è appunto di 1.5 gol per partita. Da notare e tenere ben presente è il fatto che vengono valutati solamente i gol segnati nei 90 minuti di gioco regolamentari e sono esclusi quelli eventualmente convalidati nei minuti supplementari.
L’Over 1.5 è una delle quote migliori per vincere le proprie schedine oltre ad essere molto intuitiva e facile da giocare, caratteristica che l’ha resa sempre più famosa tra gli scommettitori di tutto il mondo.
Andiamo a vedere in dettaglio un esempio pratico. Ipotizziamo di scommettere sull’Over 1.5 per la partita Spal – Juventus: se il match dovesse finire con il risultato di 0 – 1 si finirebbe per perdere la schedina poiché il totale dei gol segnati durante l’evento è 1 e quindi inferiore al valore prestabilito di 1.5; se invece la partita dovesse finire 2 – 1, si otterrebbe una vincita poiché, in questo caso, il numero totale di gol segnati sarebbe di 3, valore superiore ad 1.5.
Si vede fin da subito come le possibilità di vincita della scommessa Over 1.5 siano relativamente elevate dato che gli unici risultati negativi sarebbero uno zero a zero o 1 – 0.
Uno dei modi migliori per avvicinarsi a questa tipologia di scommessa limitando i rischi è quello di studiare attentamente le statistiche, disponibili online su molti siti di betting e non, su prestazioni delle squadre, stato di forma e media di gol per ogni campionato. Avere una buona conoscenza del settore su cui si vuole scommettere è sempre una buona decisione perché aiuta a limitare i rischi e aumenta le proprie probabilità di vittoria. Le ultime statistiche pubblicate mostrano per esempio come il campionato maggiore tedesco sia quello con la percentuale più alta di gol segnati.
I bookmaker cercano naturalmente di limitare i payout dell’Over 1.5 assegnando quote minori alle squadre famose per i molti gol segnati ma allo stesso tempo pagano molto bene per quelle con poche reti all’attivo.
Come per tutte le tipologie di scommesse, anche per l’Over 1.5 esistono sistemi matematici che consentono di limitare i rischi e sfruttare al massimo le quote offerte per questo metodo di puntata.
La difficoltà maggiore sta nel scegliere su quali eventi scommettere ed è anche qui che una buona conoscenza dei campionati offerti e delle statistiche passate può portare ottime ricompense.
Nella prima parte dell’articolo relativo alla preparazione della gara, abbiamo esaminato con alcuni esempi il concetto di “flessibilità” dell’allenatore moderno, ovvero la lettura e l’interpretazione della gara attraverso la “tattica applicata” nelle due fasi di gioco.
Nello specifico cercheremo ora di comprendere come affrontare le squadre che adottano filosofie di gioco e principi tattici diversi attraverso alcuni esercizi ed esercitazioni a tema.
La squadra avversaria ha un mediamente un baricentro arretrato e crea rilevante densità difensiva e offensiva in zona palla; concede raramente profondità, giocando di attesa nella propria metà campo.
Ha di solito l’obiettivo di riconquista nel centrocampo difensivo con ripartenza immediata,
Cosa esercitare.

Aprire la difesa avversaria attraverso il passaggio da lato forte a lato debole. Cross e finalizzazione Ricerca dell’ampiezza attraverso cambi di gioco e passaggi incrociati. La squadra in possesso di palla sfrutta i jolly laterali e i jolly centrali (questi ultimi si muovono solo nei quadrati centrali a creare il 2vs1). La prima pressione sulla costruzione dei difensori può essere eseguita da un solo giocatore; Un altro giocatore può entrare in area per finalizzare creando situazione di 2vs2 offensivo. Il cambio gioco o il passaggio incrociato deve avvenire da uno dei quadrati opposti alla fascia laterale “obiettivo” e il cross puo’ essere eseguito solo se il ricevente si trova oltre la metà campo. I jolly laterali si muovono lungo tutta la fascia laterale (fig.7).
Progressione:

Obiettivo tattico: aggirare la difesa schierata con baricentro basso. Ricevere la palla davanti alla linea difensiva. Viene eseguita circolazione di palla tra i centrocampisti; si cerca il giocatore offensivo esterno con la sistematica sovrapposizione dell’esterno più basso che parte dalle retrovie. Si crea una doppia soluzione:
Principi tattici: l’attaccante più vicino al compagno ricevente, esegue un movimento a liberare lo spazio per l’eventuale conversione, offrendo allo stesso azione di sostegno. L’attaccante posizionato nel lato opposto di campo attacca la profondità con un taglio. I difensori agiscono attivamente (fig.8).
Situazione che può manifestarsi contro squadre forti fisicamente, con ottime capacità di resistenza; difficilmente concedono la costruzione manovrata (anche su rimessa dal fondo), preferendo il duello e la ricerca della “seconda palla”.
Cosa esercitare.
Si allenerà quindi anche la giocata verticale attraverso la sequenza “palla avanti-passaggio di scarico-ricerca del terzo uomo”, proprio per attaccare la profondità e sfruttare il movimento in avanti sulle risalite dei difensori/centrocampisti (fig.10).
n fase di possesso si dovrà curare altresì l’aspetto delle marcature preventive: squadra che fa pressing alto vuole riconquistare palla in zone alte del campo: è importantissimo non farsi trovare in inferiorità numerica dietro la linea della palla, in caso di transizione difensiva.
Le capacità podaliche dei portieri che contro squadre che pressano in zona ultra offensiva possono ricevere frequenti retropassaggi e partecipare attivamente al giro palla, sono inoltre molto importanti da esercitare (fig.11).
Figura 9
Obiettivo tattico/metabolico: circolazione della palla contro il pressing, costruzione diretta attraverso passaggi filtranti rasoterra; recupero palla. Su una superficie di 20m x 30 si affrontano 3 gruppi di 4 giocatori in tre settori. I 4 elementi situati in partenza nell’area centrale, si alternano in un’azione di pressing finalizzato alla conquista. La squadra in possesso di palla deve trovare la soluzione filtrante tra due delle 4 sagome poste nel settore centrale e raggiungere uno dei 4 giocatori della squadra posta nell’altro terzo di campo che ripeterà l’esercizio. I giocatori in fase difensiva si alternano a due a due. Per ottenere una finalità solo tattica, avvicendare i ruoli delle squadre ad ogni conquista di palla. Per una finalità maggiormente metabolica, stabilire tempi di esercizio e relativi recuperi.(Fig.9)

Obiettivo tattico. Circolazione di palla e mantenimento del possesso finalizzato all’attacco alla linea su difesa alta, attraverso inserimenti e/o tagli. 10vs8 più i portieri con la squadra in superiorità numerica in possesso di palla che deve attaccare la linea (alta) della squadra avversaria istruita a eseguire pressing ultra offensivo e limitarsi all’intercetto senza proseguire l’azione. Utilizzare la regola del fuorigioco; dopo la verticalizzazione la squadra difendente può contrastare con un solo giocatore; la squadra che attacca deve finalizzare nel più breve tempo possibile. (Fig.10)
Progressione:

Obiettivo tattico: gestione del possesso di palla, pressing, aggressività. Si disputa un 5vs5 o 6vs6 all’interno di un’area di gioco interna di 30 m x 35; nelle due aree esterne giocano solo con i piedi due portieri. Ogni volta che la palla verrà condotta da un portiere all’altro si calcolerà un punto. Un punto anche per ogni sequenza continua di passaggi (ad es. 10).
Progressione:
Contro avversari abili a controllare la gara, attraverso una buona gestione del possesso di palla, attuare un’aggressività accentuata a tutto campo e un pressing ultra offensivo, potrebbe lasciare spazi nel caso non vi sia equilibrio nelle uscite in pressione.
L’atteggiamento di attesa, finalizzato a chiudere gli spazi e a togliere profondità (soprattutto se si dispone di difensori centrali non particolarmente veloci), potrebbe essere la scelta più indicata.
Cosa esercitare.

Obiettivo tattico: pressione aggressiva sul possesso di palla avversario in spazi e tempi limitati. In zona centrale, si esegue un 3vs3 (+1 jolly). Nelle zone laterali gli esterni di ruolo sono in situazione di 1vs1 (Difensori, Centrocampisti o Attaccanti). Nelle zone di fondo vi sono un Difensore Centrale dietro a un Attaccante. Il difensore centrale può entrare nella zona dell’attaccante, ma l’attaccante non può entrare nella sua. L’attaccante può pressare il difensore centrale nella sua zona con l’obiettivo di intercettare un passaggio (non contrasto). Se una squadra completa 6 passaggi, ottiene 1 punto. Se una squadra passa la palla attraverso tutte le 5 aree senza perdere il possesso ottiene 2 punti (fig.12).

Obiettivo tattico: sviluppo del possesso di palla; transizione offensiva con riattacco immediato; smarcamento preventivo in “fuori linea”. 5vs5 in un’area di gioco di 50x60m. nei due corridoi laterali giocano solo due giocatori per squadra. Ogni squadra dovrà attaccare e difendere le due mini porte; in caso di intercetto, contrasto vinto o anticipo, far eseguire il passaggio immediato a uno dei due giocatori esterni che dovrà immediatamente trasmettere palla in zona centrale per finalizzazione rapida. La squadra che ha perso palla dovrà rientrare nella propria metà campo nel più breve tempo possibile (Fig.13).

Preparare la partita è da sempre questione importante a cui dedicarsi durante la settimana di lavoro e di conseguenza è necessario esaminare non pochi fattori di studio, quali:
Le caratteristiche della squadra da affrontare vengono oramai studiate sulla base di almeno 3/4 gare osservate a video, più una (l’ultima o la penultima prima del match) dal vivo, per poter meglio identificare se vi sia un diverso atteggiamento in casa piuttosto che in trasferta.
E’ altresì fondamentale valutare gli avversari contro compagini che adottano il nostro stesso sistema di gioco per meglio comprendere i meccanismi nella fase di possesso e che tipo di organizzazione difensiva adottino.
Tutto ciò che viene preparato durante la settimana è definita “tattica di principio”: l’esercitazione situazionale tattica, l’esercizio “a tema” viene proposto con finalità e attinenza a ciò che si vorrà portare in campo nel giorno della gara.
Il tutto verrà eseguito sulla base della conoscenza dell’avversario, ma senza mai tralasciare la propria filosofia di gioco, imprescindibilmente legata alle caratteristiche di squadra e dei singoli che la compongono.
Nel corso della gara potrà però capitare che parte, o tutto ciò che è stato preparato, non possa essere applicato in campo: la squadra avversaria può aver schierato a sorpresa un sistema di gioco inaspettato (o può averlo mutato nel corso della partita); lo staff avversario ci ha studiati a sua volta e ha optato per scelte tattiche differenti rispetto alle nostre previsioni.
Sono solitamente avvisaglie percepibili già alla consegna delle distinte nei minuti precedenti il fischio d’inizio sulla base delle ultime 4-5 formazioni studiate; in tal senso si dovrebbe già essere in grado di “indovinare” che tipo di formazione ci troveremo difronte, con il relativo sistema di gioco, già prima dell’ inizio della gara.
In questi e in altri casi, l’allenatore e il suo staff dovranno essere in grado di mostrare quella “flessibilità” che si concretizza attraverso la “tattica applicata” sia prima che durante la gara: la capacità di leggere la partita e adottare le strategie (contromosse) con lucidità, ma soprattutto con velocità di pensiero.
Un altro particolare da non sottovalutare e spesso tralasciato è la gestione della gare nel caso in cui o la nostra squadra, o quella avversaria rimanga in inferiorità numerica: anche in questo caso si presentano molte variabili legate al risultato in essere, al minuto di gara in cui si è verificato l’evento e alla condizione fisica generale delle due squadre.
Tralasciando l’aspetto non meno importante legato alla gestione delle palle inattive, andiamo ad esaminare degli aspetti legati al gioco dinamico.
Si possono presentare molteplici ed infinite combinazioni di contrapposizioni di sistemi di gioco. Facciamo un esempio: non è detto che in due gare diverse, in cui si affrontano un sistema 1-4-3-3 contro un sistema 1-4-4-2, le contrapposizioni tattiche nelle due fasi avvengano alla stessa maniera, sulla base di comportamenti codificati e assoluti.
Subentrano infatti i fattori variabili descritti sopra: l’atteggiamento (attesa, marcatura “a scalare, aggressività a tutto campo) gli obiettivi tecnici, le caratteristiche dei singoli, lo stato di forma.
Prendiamo ad esempio i due sistemi di gioco citati; un sistema di gioco basico 1-4-3-3 può anche tramutarsi in 1-4-5-1 in fase difensiva (fig.1).

Il modo di difendere scelto dalla squadra rossa fa trasparire una condotta prudente, con baricentro basso, orientata alla conquista di palla in zona offensiva/difensiva.
E’ una tattica generalmente utilizzata da squadre che preparano la gara sulle transizioni offensive rapide, con giocatori d’attacco veloci e specialisti nel contropiede.
Il Centrocampista Esterno Destro blu non si allunga, ma rimane largo e arretrato; su di lui può accorciare gli spazi l’Attaccante Esterno Sinistro rosso con l’uscita in pressione del Centrocampista Laterale Sinistro sul Difensore Esterno Destro che riceve palla (fig.2).

Se il Centrocampista Esterno Destro blu si allunga sul Difensore Esterno Sinistro rosso, il nostro Attaccante Esterno Sinistro può uscire sul Difensore Esterno Destro avversario e il Centrocampista Laterale Sinistro rimanere sulla zona di competenza. (fig.3)

In altri casi può essere adottata una difesa più “alta” (baricentro medio) con l’1-4-3-3 eseguendo una prima pressione con i 3 attaccanti sui 4 difensori avversari e lavorando “a scalare” in un centrocampo in situazione di partenza, di inferiorità numerica.
Il Difensore Esterno Sinistro va in pressione sul Centrocampista Esterno avversario nel lato forte e la difesa lavorerà in 3 contro 2 attaccanti avversari. (fig.4).
Si va a fare quindi a fare densità in zona palla attraverso azione di “marco e copro”.

E’ situazione in cui le caratteristiche condizionali dei nostri giocatori (forza fisica, resistenza) ci consentono di adottare una strategia più aggressiva in fase difensiva, andando ad eseguire un pressing alto su avversari magari non straordinariamente abili a controllare la gara, anche marcando a uomo a tutto campo.
Occorrerà, a meno che non si sia già schierati a specchio (es. 4-2-4 vs 4-2-4, 3-4-3 vs 3-4-3), agire in modo elastico sul nostro sistema di gioco basico.
Nel caso dell’1-4-3-3 che difende contro l’1-4-4-2 vengono alzati i Difensori esterni sui Centrocampisti Esterni avversari accettando il 2vs2 dei due Difensori Centrali contro i due Attaccanti; il Centrocampista Centrale si alza e di conseguenza uno dei due Centrocampisti Laterali può andare in pressione aggressiva sul Difensore Esterno di parte (fig.5).

Squadre particolarmente dotate nel palleggio e che vogliano “fare la partita”, possono utilizzare una strategia che consenta di attaccare con un centrocampista in più: considerando l’1-4-3-3 di base preso ad esempio, non poche squadre lo trasformano abitualmente in 1-3-4-3 in fase di costruzione, alzando uno dei due Difensori Esterni sulla linea dei centrocampisti. (fig.6).

E’ opportuno anche puntualizzare come possono essere differenti le filosofie di gioco in fase di possesso che può avvenire attraverso:
Non esistono quindi situazioni per cui un determinato sistema di gioco debba affrontare secondo determinate regole e schemi, il sistema avversario. L’allenatore moderno deve avere cognizioni allargate e la capacità di saper reagire con elasticità nel corso della partita. Nella seconda parte dell’articolo andremo a vedere come.
Correlati: “La preparazione della gara (Seconda parte).
Le rotazioni, sono dei movimenti coordinati tra tre o più giocatori che cambiano la loro posizione al fine di fornire più soluzioni di passaggio al giocatore in possesso di palla.
Principi generali:
In base ai possibili schieramenti previsti dai sistemi di gioco andiamo ad analizzare alcuni tipi di soluzioni in fase di possesso.


















Due proposte progressive di “messa in moto” pre-seduta, adatto a categorie di fascia medio alta.
Obiettivo tecnico: precisione del passaggio (anche di prima), controllo orientato.
Obiettivo tattico: smarcamento, attacco degli spazi.

2) Il giocatore A1 al centro del campo allarga sullo smarcamento lungo-corto del compagno B1; A1 esegue uno sprint e riceve il passaggio di scarico di B1.
A1 verticalizza su C1 e si allarga al posto di B1 che riceve da C1 e con questo chiude il triangolo col successivo passaggio; C1 verticalizza su D che riparte.
A1 va al posto di B1, B1 al posto di C1, C1 al posto di A1: si gira in senso orario.

Dopo un certo grado di assimilazione dell’esercizio, aggiungere un secondo pallone.
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Mancano ormai solo cinque giornate al termine del girone di andata della Serie A e, con l’aiuto del sito di sport e scommesse Bettix.it, abbiamo pensato di fare il punto della situazione sul campionato di Serie A 2017/2018.
Ciò che balza certamente all’occhio è un cambio ai vertici della classifica rispetto agli ultimi anni, con un campionato finora molto più equilibrato e con più competizione per conquistare lo scudetto. A comandare, per ora, è infatti il Napoli
di Mister Sarri che, assieme all’Inter secondo in classifica, è l’unica squadra a non aver ancora perso in questa stagione. Al terzo posto troviamo invece i bianconeri allenati da Massimiliano Allegri che questo venerdì, 1 dicembre, saranno impegnati nella difficile trasferta del San Paolo e avranno quindi l’opportunità di accorciare le distanze proprio sul Napoli capolista, ora a +4. Due settimane intense per la squadra torinese, che sabato prossimo affronterà invece, all’Allianz Stadium, l’Inter di Luciano Spalletti, un match delicato e difficile dato il bel momento dei nerazzurri, trascinati da un Icardi in ottima forma.
Da sottolineare, invece, il periodo difficile che sta passando l’altra milanese, il Milan, il cui ambiente è stato appena scosso dal cambio di allenatore. In 14 gare, Vincenzo Montella ha infatti collezionato solo 6 vittorie, a fronte dei due pareggi e delle 6 sconfitte, senza contare i 3 miseri successi casalinghe. Una situazione che ha convinto la società a
sollevare l’allenatore dal suo incarico dopo il deludente pareggio casalingo contro il Torino e a sostituirlo con Gennaro Gattuso, che avrà il compito di valorizzare la squadra e portarla a raggiungere l’obbiettivo di stagione, vale a dire il ritorno in Champions League, al momento lontano ben 11 punti. Dando uno sguardo alla parte bassa della classifica, invece, si fa sempre più critica la situazione del Benevento, ancora bloccato a zero punti e con l’Hellas Verona che, grazie alla vittoria contro il Sassuolo, si allontana ulteriormente e mette 9 punti fra sé e l’ultimo posto.
Dopo i sei anni di egemonia da parte della Juventus, quindi, il campionato italiano torna ad essere competitivo e, a questo punto della stagione, con le prime quattro squadre racchiuse in soli 7 punti, è facile intuire che sarà una stagione emozionante e incerta fino alla fine, fattore che rende interessante la possibilità di realizzare una scommessa antepost puntando sulla squadra che, secondo voi, conquisterà lo scudetto.
Per avere consigli sulle quote e su come realizzare pronostici vincenti, vi rimandiamo alla sezione dedicata di Bettix.
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Relativamente alla classificazione delle varie tipologie di analisi tattica, in virtù di una gara da disputare, è opportuno considerare due tipi di analisi:
Osservazione della propria squadra —–> Rilevazione —–> programmazione
L’allenatore esegue l’analisi della gara della propria squadra (match analysis vera e propria), su quanto visto anche in tempo reale nel corso dei 90′, rilevando e correggendo eventuali errori in chiave tecnico-tattica ed eseguendo in base ai dati ottenuti (punti chiave), la programmazione della settimana di carico (addestramento tecnico, tattico, fisico e psicologico).
Osservazione della squadra avversaria (team analysis) + input ottenuti dall’analisi della propria squadra —–> Rilevazione—-> programmazione
L’allenatore e il suo staff pianificano la programmazione della partita, in base ai parametri ottenuti e rilevati nelle gare osservate e relativi alla squadra da affrontare (team analysis), con l’intento di migliorare alla performance successiva, ma senza snaturare il modello, i principi e la filosofia di gioco.
E’ palese quindi, come possa cambiare la definizione di un tipo di analisi, in relazione alla nostra squadra e alla squadra da affrontare; per l’allenatore la Post-Match Analysis costituisce la partenza per preparare la una gara successiva in collaborazione con collaboratore tecnico e video analista, sulla base di parametri raccolti e derivanti da più analisi post-gara relative alle prestazioni precedenti della propria squadra.

E’ fondamentale comprendere come nell’arco della settimana l’analisi post-gara eseguita dall’analista (sugli avversari), si integra a quella dell’allenatore e pone le basi per costituire l’analisi pre-gara che terrà lo stesso in sede di riunione tecnica con il gruppo squadra.
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Partendo dal presupposto che il Match Analyst (o Analista Tattico) debba quanto meno possedere un vissuto, inteso come esperienza trascorsa sul campo, o meglio in panchina, in questo articolo si vuole andare a sottolineare il tipo di rapporto e la differenza di operatività tra le figure dell’allenatore e del collaboratore tecnico stesso.
Con gli stessi criteri e procedimenti ?
Partiamo da un presupposto: durante la settimana l’allenatore prepara la gara coi suoi collaboratori sulla base dei propri principi (“tattica di principio“) e in relazione all’avversario; può accadere che in panchina, durante la gara, debba però 
trovarsi a eseguire delle variazioni legate ad eventi non previsti (cambio sistema di gioco degli avversari, situazione di inferiorità numerica, ecc.). In questi casi deve mettere in funzione le sue abilità e la sua flessibilità in materia di tattica applicata.
Si potrebbe inoltre pensare che, a livello teorico, i sistemi e le condizioni adottate per poter visionare una partita di calcio siano gli stessi sia per il mister che per il suo analista tattico.
Nella pratica esistono delle sostanziali differenze, tra le altre:
I seguenti punti sono elencati e analizzati nella tabella sottostante.

Per un rapporto di lavoro tra allenatore e match analysti occorre che vi siano altresì:
Coinvolgimento: è necessario instaurare un buon rapporto tanto lavorativo quanto sotto l’aspetto umano, finalizzato all’obiettivo che dovrà imprescindibilmente trasformarsi in obiettivo comune;
Strumenti: sarà compito dell’allenatore fornire del materiale di base su cui sviluppare la relazione “tipo” di partita in partita: stampati predisposti, linee guida, ecc.
Contatto costante: si creerà un rapporto, anche a distanza, ma costante (ad esempio l’invio della relazione in un giorno fisso prestabilito e un contatto nell’immediata vigilia del turno di campionato per definire magari, delle richieste “straordinarie” sui dati da procacciare).
Entusiasmo: coinvolgere il collaboratore nelle vittorie contribuisce a renderlo ulteriormente attaccato alla causa e sopperire con soddisfazioni morali alle “fatiche” per l’attività svolta.
Correzione: per lo stesso motivo, è importante farlo partecipare anche alle situazioni negative; quando ad esempio, ha rilevato e comunicato delle indicazioni che poi non si sono verificate o quando sono pervenute informazioni con importanti inesattezze. Questa è una fase delicata che permette all’allenatore e allo stesso collaboratore di migliorare e crescere.
“Una singola comunicazione è un messaggio; una serie di messaggi (tra persone), è un’interazione”*
*Desmond Morris (Etologo e zoologo inglese, autore del saggio “La tribù del calcio” che tenta di spiegare il comportamento violento e aberrante delle tifoserie sportive inglesi e non (Fonte: Wikipedia)
Tratto dal libro “Studiare gli avversari e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis” , Ed. Allenatore.net, di Claudio Damiani.
Tre proposte in progressione di riscaldamento tecnico a terne di giocatori; l’obiettivo, oltre a quello di preparare la squadra alla seduta con una messa in moto adeguata, è quello di esercitare la trasmissione, la ricezione e il controllo orientato con variazione di corsa in spazi brevi.
I tempi consigliati per l’esercizio sono di 1’/1’15”con cambio delle posizioni e ripresa immediata (quindi 3 blocchi per tipologia di esercizio).
(Con intensità di esecuzione più elevata e/o tempi diversi è possibile lavorare su finalità metaboliche alternative).
Dopo un contro movimento eseguito sulla sagoma, il giocatore C scambia con A che successivamente trasmette lungo per B che ha dettato linea di passaggio. Dopo il passaggio di ritorno ad A, B si propone nell’altro lato dopo il successivo nuovo scambio corto tra i compagni A e C. Trasmissione di prima o al massimo a due tocchi.
Lavora il giocatore B che va a dettare il passaggio in profondità attraverso un “vai e torna” continuo eseguito passando sempre oltre la sagoma.
A e C hanno il compito di ricevere successivamente e servire il compagno sul piede smarcato. B esegue il passaggio di ritorno di prima intenzione.
Sui “vai e torna” frontali e continui di B e C, il giocatore A trasmette, riceve e, con un controllo orientato, ritrasmette ai compagni che eseguono passaggio di ritorno.
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Ai tifosi italiani Lluis Lainz non dice molto, ma in Spagna, ed in particolare a Barcellona, è una specie di istituzione: ha fondato il primo ufficio scouting di un club professionistico, anni fa nel club azulgrana ed ora è docente nella Escuela Nacional de Entrenadores de la RFEF.
In un interessante intervista al portale iberico zoomnews.es, Lainz racconta i passi per diventare un talent scout di successo nella quotatissima Spagna Campione del Mondo:
1) Solida formazione tecnica: “Bisogna prepararsi bene come allenatore calcistico, bastano tre anni per diventare tecnico nazionale (se prima si è istruttore base e tecnico regionale, ndr) e si puo’ ottenere l’attestato tramite la Federazione o attraverso le scuole. Entrambe le vie sono valide, ma esser un allenatore non significa esser pronto per lo scouting”
2) Padronanza delle nuove tecnologie: “Bisogna esser preparati tecnologicamente, con un pc fornito di DVD, una videocamera e un editor video si possono fare lavori di scoutung interessanti. Non sempre è necessario per un club spendere moltissimo: una societa professionistica puo’ mettere su uno staff con 4 tecnici, 4 videocamere e 4 pc. Niente di proibitivo”
3) Professionalizzazione: “Questo aspetto ha aperto molte possibilità nel mondo del calcio, c’è chi si dedica ai portieri, alla psicologia dei giocatori, alla preparazione fisica”
Una volta acquisite le giuste competenze resta il problema di trovare impiego, secondo l’esperto Lainz “anche nelle serie minori ci sono persone che si occupano di scouting, ad esempio il Barcellona B ha due scout e un altro lavora per le giovanili e studiano in maniera minuziosa la Segunda e la División de Honor.
Nato negli Stati Uniti per il Football e il Baseball lo scouting in Europa si è diffuso a partire dal 1996, secondo Lluis Lainz i guadagni sono importanti a certi livelli: “Un buon osservatore in Spagna puo’ guadagnare 300 mila euro all’anno.
Fonte: footballscout24.it
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Alcuni esempi addestrativi riguardanti l’argomento delle transizione (offensive e difensive) e il conseguente ed eventuale sviluppo tattico di cui abbiamo parlato nella prima parte dell’articolo.
I tre attaccanti partono dalla meta’ campo con l’obiettivo di segnare.
Nel momento in cui i due difensori conquistano palla o la stessa termina fuori dal rettangolo di gioco per un tiro fuori o una deviazione in fallo laterale, i due difensori situati nella linea di fondo campo scatteranno nelle rispettive fasce laterali per dare vita ad un 4c3 e realizzare una meta in conduzione nell’area preposta.
Si possono quindi verificare due casi in cui i difensori passano da 2 a 4:
1) in caso di intercettamento;
2) in caso di palla fuori campo per tiro sbagliato degli attaccanti o deviazione in fallo laterale. In questo caso il portiere dovra’ velocemente raccogliere un pallone preparato in fondo alla rete e passare molto velocemente la palla ai difensori esterni scattati lungo le fasce laterali.
5vs5 in un’area di gioco di 50x60m. nei due corridoi laterali giocano solo due giocatori per squadra.
Ogni squadra dovrà attaccare e difendere le due mini porte; in caso di intercetto, contrasto vinto o anticipo far eseguire il passaggio immediato a uno dei due giocatori di esterni che dovrà immediatamente trasmettere palla in zona centrale per finalizzazione rapida.
La squadra che ha perso palla dovrà rientrare nella propria metà campo nel più breve tempo possibile.
Si dispongono dei delimitatori in zone di campo “strategiche”: lo scopo è quello di simulare una situazione di tre difensori (larghi), contro quattro attaccanti in possesso di palla che possono improvvisamente partire da una delle quattro zone indicate in 1, 2, 3 e 4.
Al comando vocale dell’allenatore, il giocatore inizia in veloce conduzione della palla con l’obiettivo di finalizzare nel più breve tempo possibile con l’aiuto dei compagni.
A cura di Claudio Damiani
Dalla transizione alla ripartenza (prima parte)
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La transizione costituisce il frangente in cui la palla passa dal possesso di una squadra all’altra. Il termine che deriva dal latino transitionis e, a sua volta, dal verbo italiano transire, che significa “passare”, indica quindi un passaggio da una condizione (o situazione) ad un’altra.
Per fare un esempio banale ma efficace, possiamo dire che nel lancio di un qualsiasi oggetto da un una persona a un altra, la fase di transizione è costituita dal tempo e la distanza che l’oggetto stesso impiega e percorre da un soggetto all’altro; così avviene quando la palla passa dal dominio di una squadra rispetto all’altra.
La fase di transizione non deve essere confusa quindi con la ripartenza in quanto quest’ultima, non ne costituisce che un’eventuale diretta conseguenza.
Se la transizione è una situazione di “passaggio”, la fase di ripartenza offensiva (ad esempio), prevede che già una delle due squadre abbia il possesso di palla e in tale situazione può trovarsi ad organizzare la costruzione, lo sviluppo o addirittura se la conquista avviene in zona ultra offensiva, la finalizzazione.
Il termine “allenare le transizioni” non è propriamente esatto ed è molto più adatto il concetto che si esprime affermando di voler “preparare” le ripartenze nel momento della transizione. E come? Attraverso gli opportuni accorgimenti che la squadra assume nella densità creata in zona palla, nella scelta della zona in cui attuare la stessa, negli smarcamenti preventivi (quando è in fase di non possesso) e nelle marcature preventive (quando è in fase di possesso)

Quanto più è organizzato il posizionamento/gioco preventivo di una squadra, tanto più efficaci saranno le transizioni e le ripartenze che ne derivano.
Ma cosa s’intende per gioco preventivo? Esso non è altro che il sistema per anticipare la fase di possesso quando la palla è gestita dagli avversari e viceversa, per prevedere la fase difensiva quando si è in possesso di palla.
Tutto questo può dipendere da un insieme di fattori: la nostra filosofia di gioco, il modulo e il sistema di gioco della squadra che alleniamo e di quella che dobbiamo affrontare; il grado di adattamento a livello condizionale, le capacità tecniche e soprattutto la predisposizione mentale, tecnico-tattica dei singoli.
La qualità e la caratteristiche della squadra che basa la sua filosofia di gioco sulle ripartenze dipende anche dalla zona in cui crea maggiore densità difensiva e quindi da cui vuole conquistare palla per iniziare la fase offensiva.
Certi allenatori prediligono attendere gli avversari sulla propria metà campo (con 10 giocatori di movimento dietro la linea della palla), assumendo un atteggiamento d’attesa: l’obiettivo è andare in transizione attraverso pressing difensivo per effettuare una ripartenza basata sul contropiede, attraverso giocatori veloci nel lungo, in conduzione e abili nelle trasmissioni di palla in velocità.
Altre squadre sono organizzate per cercare la riconquista in zona ultra offensiva, puntando a “rubare” palla in zone molto più vicine alla porta avversaria.
Sempre a seconda delle caratteristiche delle squadre, possiamo classificare le seguenti tipologie di ripartenze:
Riassumendo, i fattori primari che caratterizzano le tipologie di ripartenze sono:
Occorre altresì precisare e fare distinzione tra il termine “contropiede” e “ripartenza”. Nel primo caso si indica un’azione che nasce dalla zona difensiva, quindi con un “timing” nettamente maggiore rispetto alla ripartenza che costituisce un tipo di contropiede, ma su distanze più corte e solitamente originatasi nella metà campo avversaria (cit. M.Viscidi).
Inoltre, è statisticamente provato che più basso è il “timing” delle ripartenze tanto più efficaci saranno le stesse sia in termini offensivi che difensivi.
A cura di Claudio Damiani
Leggi anche: “Dalla transizione alla ripartenza (seconda parte)”
Gioco di posizione con obiettivo tattico: aprire la difesa avversaria attraverso il passaggio da lato forte a lato debole; cross e finalizzazione.
Ricerca dell’ampiezza attraverso cambi di gioco e passaggi incrociati. La squadra in possesso di palla sfrutta i jolly laterali e i jolly centrali (nei quadrati a creare il 2vs1).
Un giocatore può entrare in area per finalizzare creando il 2vs2.
Il cambio gioco o il passaggio incrociato deve avvenire da uno dei quadrati opposti alla fascia laterale obiettivo.
Progressione:

Creato con Tactics Manager.
L’analisi della squadra ma anche delle peculiarità e dello stile gestionale dell’allenatore da affrontare; i parametri più ricorrenti da rilevare nello studio e nella preparazione della gara.
Lo spunto è stato preso dalle lezioni dei docenti Marco Zunino e Antonio Gagliardi al Corso Osservatori per società professionistiche tenutosi a Coverciano nel maggio 2015 in cui si è curato l’aspetto dell’Analisi dell’allenatore e la sua filosofia di gioco.
Qui di seguito una tabella in cui sono raccolti dei parametri utili per andare a identificare la filosofia e lo stile dell’allenatore.
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A cura di Claudio Damiani
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E’ importante definire quali e quante siano le partite della squadra avversaria da affrontare da prendere in considerazione sotto forma di analisi.
Fino ad ora abbiamo parlato di gara in sé, tenendo conto degli aspetti tecnici e tattici da registrare; è opportuno tenere in considerazione che, nell’arco di una stagione sportiva, una squadra di calcio può cambiare modulo e sistema di gioco, può avere delle defezioni dal punto di vista dell’organico dovute a squalifiche o infortuni, può essere soggetta a dei cali di condizione o alla sostituzione dell’allenatore e può altresì essere soggetta inevitabilmente a sanzioni da parte del Giudice sportivo.
Per questi motivi possiamo sostenere che non sarebbe sufficiente basare la nostra analisi solo ed esclusivamente sull’ultima gara disputata dalla squadra presa in esame.
E allora: quante partite è opportuno considerare e quali devono essere sottoposte ad analisi tecnico-tattica?
Una soluzione adottata dai più e che noi consigliamo è la seguente:
Se la partita da giocare vede la nostra squadra in casa sarebbe opportuno visionare i video delle due ultime gare giocate in trasferta e l’ultima gara (giocata presumibilmente in casa).
Con questo sistema si è orientati a comprendere se:
Altro aspetto che si può evidenziare osservando almeno una rosa di cinque, sei gare delle ultime disputate, è la condizione fisica e psicologica degli avversari.
Si può anche comprendere se l’allenatore avversario è propenso (tenuto conto di infortuni e squalifiche), a utilizzare sempre gli stessi giocatori o cambia formazione in funzione degli avversari.
Oltre a questi accorgimenti, molti allenatori tendono a voler valutare quei filmati in cui le squadre avversarie si trovano difronte a compagini schierate con il modulo tattico della propria squadra.
Ad esempio: la nostra squadra gioca con il modulo 1-4-3-1-2; si sarà propensi a visionare e analizzare i filmati della squadra “X” in gare in cui ha affrontato squadre schierate con questo modulo…
Tratto dal libro: “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”
Autore: Claudio Damiani; Editore: www.allenatore.net (2014)
Si comprende bene che per essere un buon tattico, in grado di saper rendere l’idea dell’andamento di una gara di calcio, occorre avere un certo grado di preparazione, esperienza e capacità interpretative.
Ricordiamoci che per essere un buon analista non è sufficiente guardare ma è fondamentale osservare, far propri dei dati, analizzarli, per poi creare un output utile alla causa da trasmettere all’allenatore e ai giocatori.
Non sottovalutiamo inoltre l’utilizzo dei media, della tecnologia, che permettono di consultare banche dati, procacciare informazioni, reperire notizie e presentarsi alla gara da visionare già preparati su più di qualche elemento utile per l’imminente lavoro da intraprendere.
Oltre alla capacità di reperire informazioni, stiliamo un elenco di caratteristiche e doti che un collaboratore tecnico che si dedica all’analisi, deve possedere:

Tratto dal libro: “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”
Autore: Claudio Damiani; Editore: www.allenatore.net (2014)
Accertato che in altri paesi oramai l’importanza, la presenza fissa ed essenziale dell’analista tecnico è “certificata”, cerchiamo di comprendere meglio da dove nasce la reticenza nei confronti di questa figura importantissima, qui in Italia.
Nel nostro paese non è semplice trovare impiego come analista tecnico-tattico e dobbiamo confermare che, a certi livelli (dalla Lega Pro fino alla Serie A), quei pochi specialisti che eseguono con professionalità questa mansione, sono nella maggior parte dei casi, stretti collaboratori dell’allenatore e fortemente voluti dallo stesso all’interno del proprio staff.
Vi può essere talvolta qualche eccezione in cui, talune società vedono fondamentale lo studio minuzioso dell’avversario da affrontare e lo inseriscono nel proprio organigramma tecnico.
Come può iniziare un analista tecnico a lavorare per conto di una società?

Come può avvenire la firma di un contratto di collaborazione per una figura tanto importante quanto ancora sconosciuta? Consideriamo che un allenatore debba sottoscrivere un contratto con un nuovo club; ipotizziamo le due seguenti situazioni e analizziamole brevemente:
Situazione 1: L’analista tecnico è figura sempre avuta o voluta (e irrinunciabile), dall’allenatore; si possono verificare due ipotesi.
Situazione 2: l’analista tecnico fa già parte dello staff tecnico della società; anche in questo caso possiamo ipotizzare due eventi.
Tratto dal libro: “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”
Autore: Claudio Damiani; Editore: www.allenatore.net (2014)
E’ doveroso affermare che soprattutto all’inizio di una stagione con un nuovo staff tecnico, il video analista deve discutere con lo stesso riguardo la classificazione degli eventi rilevabili, al fine di poter meglio stabilire gli obiettivi tecnici e tattici da studiare.

La suddivisione principale è tra gioco dinamico e gioco statico (palle inattive). Il gioco dinamico comprende altresì le situazioni di transizione:
Anche la durata del filmato (prodotto finale) va discusso con lo staff e soprattutto la quantità di gare da prendere in considerazione.
Si predilige analizzare almeno le seguenti partite della squadra avversaria:

Un discorso più approfondito va tenuto per ciò che concerne lo studio delle palle inattive a favore con particolare riguardo agli specialisti delle punizioni dirette, dei calci di rigore e a eventuali schemi (costanti) eseguiti su calci di punizione laterali, diagonali o frontali lunghe, andando a ricercare tali eventi anche per più partite a ritroso.
E’ inoltre importantissimo valutare come attaccano nei calci d’angolo a favore contro squadre che marcano come la nostra (uomo/zona/zona mista) e, per lo stesso motivo contro squadre che marcano “a uomo” o “a zona” in occasione di punizioni laterali.
Di conseguenza, occorre rilevare come marcano in tutte le situazioni di palla inattiva contro (corner, punizioni diagonali, laterali, frontali lunghe e come si comportano in occasione di punizioni dirette e indirette verso la porta, a sfavore).

E’ mia consuetudine suddividere in due filmati ben distinti che dovranno rappresentare le costanti delle fasi di gioco (tra quelle presenti nella “griglia” degli eventi):
A questi solitamente vengono integrati, a completamento della video analisi:
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A cura di Claudio Damiani
Il “Manuale del talent scout nel calcio” è il nuovo libro scritto da Marco Borri dopo il successo de “L’osservatore calcistico a 360°”, e si propone di spiegare, senza fornire necessariamente il “metodo”, tutto quanto è necessario sapere per quanto concerne lo scouting dei calciatori. L’osservatore calcistico, figura riconosciuto ufficialmente dalla FIGC nel 2015, ha radici
antiche fatte di storie e racconti che hanno investito i più grandi campioni del presente e del passato, sin dai primi calci nei campi di periferia, e svolge un’attività di grande fascino e sempre più considerazione anche in Italia. Nel libro vengono approfonditi tutti gli aspetti tecnici pratici della professione, arricchiti da racconti, aneddoti ed esperienze vissute sul campo dell’autore e di tutti collaboratori (Emanuele Chiappero, Claudio Damiani, Claudio Filippi, Alessandro Gambaretto, Roberto Marta, Roberto Mattina, Antonio Sacco, Gli Tare, Carlo Zanantoni) che, con il loro contributo, hanno impreziosito il progetto
editoriale. Un appassionante viaggio nel mondo dello scouting calcistico e dei suoi protagonisti; che cos’è il talento, come iniziare, cosa osservare di un atleta, i grandi della storia e molto altro ancora.
Un testo unico nel suo genere, nato dalla convinzione dell’autore che la condivisione di idee e la sinergia tra le diverse figure professionali di questo meraviglioso sport siano la ricetta ideale per diventare un bravo scout.
Il manuale del talent scout nel calcio è un testo semplice, professionale, ricco di contenuti e a tratti romanzato; una lettura rivolta a tutti: addetti ai lavori, semplici appassionati e famiglie dei giovani calciatori.
Il libro scritto da Marco Borri è disponibile nelle migliori librerie, nelle librerie specializzate, negli store on-line, e sui siti internet: www.3borri.it e www.calzetti-mariucci.it
di Claudio Damiani*
Il caso è un elemento dominante in ogni partita di calcio; vi può essere quanta più tattica di principio provata in settimana da un allenatore sulla propria filosofia di gioco e sulla base dei dati desunti dalla performance analysis (ma anche no, nelle categorie inferiori), quanto più sono le situazioni impreviste che tendono a condizionare la natura di gol, l’entità di un risultato.
L’attività di uno scommettitore (o di un qualsivoglia giocatore di casino o casino online) si basa sulla sorte e se le partite fossero scontate nei loro epiloghi, nessuno scommetterebbe o avrebbe mai iniziato a farlo. Vi sono però dei fattori che “aiutano” in un certo senso a tentare di azzardare una o più previsioni in quanto si conoscono in anticipo: infortuni, squalifiche, ecc.
La situazione di classifica, la qualità di una certa rosa, lo stato di forma, la trance agonistica e altri fattori già menzionati, contribuiscono a determinare l’esito di una gara ma anche l’entità delle quote relative alle scommesse.
Ad esempio: la qualità di una squadra influenza fortemente il numero di tiri e un tiro ha una possibilità su otto di trasformarsi in gol.
Da ciò si dovrebbe dedurre che chi calcia di più verso la porta dovrebbe vincere…
Assolutamente falso: sono state prese in esame tutte le partite della Bundesliga, Liga Spagnola, Premier League e Serie A dal 2005 al 2011 scoprendo che la squadra che finalizza di più, vince meno della metà delle volte. (in media, il 47% delle squadre che tirano di più, vince; in Italia e in Germania il 45%).
Colleghiamoci per questo motivo alla recente introduzione dell’I.P.O (Indice di Pericolosità Offensiva, proprio per avvallare questa tesi.
E’ un coefficiente ideato dall’Azienda Sics, calcolato sulla somma di determinati eventi abbinati a un punteggio (calci d’angolo, cross effettuati con colpo di testa, occasione da gol, tiro da fuori area, tiri da dentro l’area, ecc.) che danno l’idea di quanto una squadra rispetto all’avversaria, sia stata più pericolosa, appunto, in fase offensiva.
La consultazione dell’I.P.O. Consente di rendersi conto di quanto una squadra attacca e si rende pericolosa ma non di quanto sia realmente in grado di vincere.
Nel campionato 2014-15 il Napoli aveva un Indice molto più alto di tutte le compagini di Serie A, ma lo scudetto lo vinse la Juventus; una squadra può schiacciare la rivale per 95′ ma può perdere la partita con un calcio di rigore come unico tiro nello specchio (e magari allo scadere!)
Inoltre: in quanti casi il gol è fortunoso o meno?
Ulteriori studi hanno evidenziato che il maggior numero di reti casuali è prodotto quando le due squadre sono sullo 0-0, ovvero quando osservano ancora la loro tattica di principio che non è ancora condizionata (tecnicamente e psicologicamente) dalla variazione del risultato iniziale che darà il via all’applicazione della tattica applicata.
In linea di massima la percentuale di reti considerate fortunate sono pari al 44,4%, con variazioni sottili legate al tipo di campionato e alla competizione (Lames 2006).
Poniamoci infine un altro tipo di questione fondamentale: quanto spesso, in relazione al tipo di sport la favorita vince?
Recenti studi eseguiti sulla base un campione di competizioni comprendente NBA, NFL, MLB (baseball americano), Bundesliga di pallamano oltre a Champions League, e le massime serie calcistiche Europee hanno fatto comprendere determinati tipi di tendenze:
Ciò ci riporta quindi a quanto già affermato: il calcio è sport molto condizionato dalla sorte.
Oppure sono gli allibratori che non sono in grado di offrire quote reali e legate ai fattori caratterizzanti una o più squadre in un determinato momento?
In altri termini: può essere che nel calcio le favorite vincano meno spesso in quanto realmente meno favorite?
Può essere che non sempre le quote dei bookmakers siano in linea con la realtà?
*Allenatore Uefa A, Match & Video Analyst, Osservatore Professionista.
Bibliografia: “Tutti i numeri del Calcio” , Chris Anderson – David Sally, Ed.Mondadori
Foto del post: “La serie A dà i numeri”
di Claudio Damiani*
Al Corso per Allenatori Professionisti sostenuto nel 2016 ho redatto una Tesina d’esame riguardante, tra le altre cose, la prestazione fisica del calciatore. L’ho fatto perchè volevo sottolineare alcuni quesiti che mi sono sorti riguardo dei fattori inerenti la performance analysis nei calciatori:
Un calciatore professionista durante la gara:

Le prime informazioni scientifiche già presenti in letteratura si riferiscono alla fine degli anni ’70 e i primi anni 80’ quando si cominciarono ad analizzare le capacità prestazionali motorie del giocatore in fase di possesso palla: nell’arco di una gara un giocatore toccava mediamente il pallone dalle 60 alle 120 volte, di cui il 20% per trasmissioni, il 18% per ricezioni, il 5% per intercettamenti, il 4% per contrasti, il 2% per tiri in porta e l’1% per altre azioni.
In altre ricerche, sebbene anch’esse datate, sono stati quantificati i tempi di contatto tra singolo giocatore e pallone. “Nell’intero arco di tempo regolamentare i giocatori d’élite entrano in contatto con la palla da 60 a 65 volte, e la durata totale di questi contatti è di 125-130 secondi” (Talaga, 1984).
“Mediamente una partita dura effettivamente 60 minuti; i giocatori di movimento, essendo 20 entrano in possesso di palla meno di 3 minuti, quindi 57 minuti su 60 sono di gioco senza palla (fase offensiva e difensiva); infatti solo l’analisi qualitativa-video è in grado di approfondire i comportamenti senza palla”. (Viscidi, 2014).
“Un cambio di attività ogni 4-6 secondi; 1100 diversi tipi di attività in una partita; 220 fasi svolte ad alta intensità” (Mohr et al., 2003 – JSS)
“Oggi gli analisti tendono ad isolare i dati che interessano veramente. Per esempio, a livello condizionale, anziché i chilometri coperti, i club preferiscono analizzare le distanze percorse alla velocità massima e c’è una correlazione tra il numero degli scatti e una vittoria” (Tognaccini, 2008).
Le distanze in sprint maggiormente ripetute sono quelle tra 0/5mt e da 5,1/10mt; Molto pochi risultano essere gli sprint compresi tra 10,1/20 o più mt.
Le azioni di corsa possono essere effettuate a diverse velocità, da circa 7-8 fino anche a 28-30 km/h e oltre.
La match analysis è espressione di un concetto prettamente generale e potrebbe essere suddiviso in sotto aree, infatti la gara si può osservare ed analizzare con “diversi occhi” e quindi punti di vista (fisiologico, tecnico, tattico-strategico, psicologico).
Ai fini delle rilevazioni e delle relative considerazioni, è opportuno porre l’attenzione sulle differenze percentuali rispetto alla qualità e alla quantità delle distanze percorse in partita che si registrano in funzione dei ruoli ricoperti in squadra.

La maggior parte degli studiosi e degli addetti ai lavori, ha differenziato i dati secondo i ruoli ricoperti in seno alla squadra e alcuni anche in rapporto ai sistemi di gioco utilizzati. Altri hanno fornito ulteriori contributi relativamente al calcio giovanile, amatoriale e femminile.
Ma nella quasi totalità delle analisi, per semplicità e sintesi, le diverse posizioni assunte in campo vengono standardizzate con i ruoli di: difensori centrali (DC), esterni di difesa e di centrocampo (DE-CE); centrocampisti (CC), attaccanti (A).
La specificità del ruolo influirebbe ulteriormente sulle classificazioni delle differenti prestazioni e sulle valutazioni dei singoli atleti.
Senza evidenziare le attitudini dei calciatori possiamo già affermare che:
UNA PRIMA PUNTA DI POSIZIONE (AC PPP) SVOLGE UN’ATTIVITA’ COMPLETAMENTE DIVERSA DA UN ATTACCANTE ESTERNO (AE)!
UN CENTROCAMPISTA ESTERNO DI UN 1-3-5-2 NON E’ SOTTOPOSTO ALLO STESSO IMPEGNO FISICO E TATTICO DI UN CENTROCAMPISTA ESTERNO DI UN 1-4-4-2!

A seconda del ruolo infatti possiamo rilevare delle diverse prestazioni degli atleti. Ad esempio, tramite alcune ricerche si è osservato che i centrocampisti centrali nel calcio avevano diverse intensità di corsa: diversi km percorsi e un differente massimo consumo di O2 rispetto ai difensori centrali.

Personalmente penso che la performance e la sua valutazione sono fini a se stesse per ottenere dei parametri individuali fisici sull’atleta e migliorarne la sua performance; resta il fatto che l’eventuale comparazione tra calciatori dipende e deve dipendere sia dal loro ruolo specifico, sia dal sistema di gioco realmente utilizzato dalla squadra in cui lo stesso è impiegato.
*Allenatore Uefa A, match & Video Analyst, Osservatore Professionista