Analisi e considerazioni: Barça-Real 3-2, atto finale.

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Anche se si trattava di un “titolo minore” , anche in Spagna questa definizione non esiste, la pressione sulle due squadre non era inferiore ad una normale partita di liga o champions. Oltre alla pressione mediatica a cui erano sotoposte le squadre, c’è stata una pressione del Real sul Barça veramente spettacolare, sinonimo di divertimento. Entrambe le squadre  hanno giocato veloce, i duelli erano veri e nessuno dei due  club  ha lasciato  campo all’avversario . Senza restrizioni, a testa alta e  il loro ritmo e migliorato,così come gioc o visto al  Bernabeu. Entrambi erano lontani dall’eccellenza dell’anno scorso dove, tranne la finale della Copa del Rey, non abbiamo visto l’eccellenza sempre . La partita è iniziata piena di rumore e controversie- si considera un titolo minore –  ma tutto questo è andato a vantaggio dello spettatore, come sempre.

Benzema ha segnato i tempi e Cristiano Ronaldo ha mostrato il suo lato migliore per lasciarsi alle spalle un Özil disperso in varie azioni. Coentrao  a centrocampo  ha mostrato la sua versatilità .  Guardiola ha tentato di abbassare i ritmi, mossa cercata anche a Madrid. Però se  andiamo al di là di marcatori, dei gol, il club non ha mai imposto il suo stile, il resto è andato avanti per l’individualità e il talento di giocatori dalla bravura  innegabile. Messi ispira Iniesta per la sua marcatura , nella quale mostra la sua grande sensibilità tecnica. Piqué tacchi alla definizione di destra di Messi. Il Real come a Madrid, crea palle gol ma non riesce a sfruttarle ma comunque la sua potenza nell’arte contrasto porta ai limiti lo stile di gioco del Barça. In una maniera non aspettata arriva il pareggio di C.Ronaldo,una deviazione al posto giusto al momento giusto per rimettere in piedi la partita, che però rimette dalla sua parte il Barça grazie al solito Messi. Si va al riposo sul 2-1 per il Barça.

Secondo tempo: versione migliorata del Barca e il Real Madrid del primo tempo.  Il gioco progredisce in un faccia a faccia, un duello senza paura e con tanto onore,una seconda metà di gioco come una  battaglia.Lo spettacolo ha dato spazio a controversie individuali e entrate eccessive . Il Barça ha cercato di spostarsi da un lato all’altro, mantendo possesso palla forte del vantaggio,alla fine ha ripiegato in attesa del Real .Il chiaro scopo era quello di evitare inutili pericoli e mantenere il vantaggio dalla propria parte.

Mou inizia la sua strategia di comportamento e anche quella tattica. Inizia a mandare in campo forze fresche come Kaka che dal nulla mette

dentro un pallone, su calcio d’angolo, che si tramuta nel gol di Benzema, complice di vari rinvii sbagliati da parte di Adriano &co : 2-2 ed ora è tutto da rifare per il Barça. Paradossalmente negli ultimi minuti di gara il Real cerca anche il gol del KO ma accade il contrario: ancora Messi emerge sopra le battaglie, i duelli, i falli, le diatribe, e porta il 3-2 dalla parte blaugrana. Poi iniziano ancor di più i duelli all’ultimo”uomo” e non a caso iniziano ad uscire cartellini rossi dal taschino dell’arbitro.

La partita si è trasferita nel fango. Però non dobbiamo dimenticare e sottovalutare l’esordio di Fabregas, una stella tra le stelle in un centrocampo da firmamento.Il Rela  Madrid è stato migliore, in entrambi i match, ma Messi fa sempre la differenza e per il Real un work in progress che fa ben sperare per i tituli della stagione. Messi ha fatto da solo il  punteggio, cinque gol in due partite, dove ha messo sempre in qualche modo il suo zampino. Messi, ancora una volta operato il miracolo. La fine del gioco, per come è finita è da no comment. Ma alla fine si sa, quello che conta è il risultato.

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