Aiuto! (Calcio, persone e meritocrazia)

I raccomandati

Amiamo il calcio, ma più in generale lo sport. Avremmo voluto che le cose fossero andate diversamente, che lo sport si differenziasse dalla vita di tutti i giorni. Ma è solo utopia, poiché tutto, è subordinato, alla vita di tutti i giorni.

Isole felici non esistono, o forse sono poche e quindi si rendono invisibili ai nostri occhi rassegnati.

No ai raccomandatiAbbiamo fatto calcio, abbiamo cercato di farlo, sempre in mezzo a mille difficoltà, sempre ostacolati da qualcosa, da qualcuno, ma non ci siamo mai arresi, con ostinazione, con passione, abbiamo cercato di raggiungere gli obiettivi che volevamo raggiungere, a volte ci siamo riusciti, altre volte forse, no.

Qualcuno, giustamente, chi occupa i posti dove si decide, dice che il calcio si costruisce dal basso, dai ragazzi, dai giovani. Specie in questo momento, di crisi mondiale, sarebbe bello che tutti ci rimboccassimo le maniche e cominciassimo a lavorare per “costruirci”, garantirci un futuro calcistico con i nostri giovani.

Ma per far questo, ci vorrebbero tante cose, o forse sarebbe meglio dire ci vorrebbero i miracoli, a cominciare dalle STRUTTURE, da abbinare agli UOMINI.

Le idee ci sono, e anche tante, le persone giuste, ci sono, ma mancano le cose essenziali, le SOCIETA’.

O meglio le SOCIETA’ ci sono, ma andrebbero riviste le conduzioni.

Gente che si improvvisa presidente, direttore tecnico o altro, che prospettano grandi progetti, grandi idee, grandi proponimenti per finire poi, comunque nel tunnel dell’arroganza, della presunzione, di voler fare tutto d

a soli senza fidarsi di chi sicuramente ne sa più di loro.

E poi ormai ci si è rassegnati a non essere “spinti” da persone importanti, da persone che alzano il telefono e fanno il nome giusto alla persona giusta, non importa, se l’assistito non è GIUSTO.

imageEcco, se uno è bravo ma non ha santi in paradiso, rimane al palo, se dice e cerca di fare le cose giuste per la società in cui lavora viene tacciato per presuntuoso, per arrogante, per non dire pazzo, e viene messo da parte.

Invece, se uno costa poco, si accontenta, magari porta qualche sponsor, e magari è amico di “QUELLO”, può far parte della società, non importa se poi magari è incompetente.

Oggi più che mai non si può sbagliare, nella scelta dell’uomo, poiché hai bisogno di persone che non facciano perdere credibilità ma di farla acquisire, per alzarsi rispetto agli altri, che vendono solo fumo e fanno tanti danni.

Meritocrazia è una parola che non ha mai trovato posto nel vocabolario della lingua italiana, ma se si va sotto la lettera R esiste una pagina dedicata alla parola RACCOMANDAZIONE, RACCOMANDATO.

Nicola Amandonico

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